Recensione “La grammatica di un amore” di Michael Frequentini

 

Sofia vive di parole, Leonardo di silenzi. Si incontrano in un tempo sbagliato, come due frasi che non dovrebbero stare nella stessa riga e invece restano lì, sospese. Tra autobus in ritardo, promesse non dette e paure che sembrano punteggiatura definitiva, imparano che l’amore non segue mai le regole che ci hanno insegnato. Ogni capitolo è una scelta, ogni virgola un rischio, ogni punto una rinuncia. La loro storia non cerca salvezza né redenzione, ma verità. Perché crescere significa anche smettere di riscrivere ciò che non può restare. E capire, infine, che anche l’amore ha la sua sintassi.

 

Due storie che nascono e terminano in modo parallelo, due vicende che seguono lentamente il loro corso, che sembra quasi lo stesso.

Sofia è una scrittrice e deve dare la giusta storia a Grace e Michele, Leonardo vive perlopiù di frasi non dette e parole non pronunciate.

Un amore che sembra destinato a non decollare eppure, tra le pagine di quell’amore su carta, un altro prenderà forma e consistenza.

Un  amore troppo perfetto su carta, un amore reale che è invece incapace di amare i difetti.

Un libro diverso, abbastanza introspettivo, irreale, con un buon ritmo e pervaso da un senso di malinconia che ti prende l’anima.

 

Anna

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