Recensione “La fiamma del ghiaccio” di Pitti Duchamp

 

 

 

 

 

Firenze, Berlino, Milano, Pomerania 1865-66

L’incontro con Fiammetta Dorini, l’irriverente e ribelle figlia del Presidente del Senato, è la miccia che infuoca il cuore del disciplinato e severo Capitano prussiano Alexander von Rosenfeld. In un clima di complotti, tradimenti e battaglie, Fiammetta e Alexander si amano, si allontanano, cambiano, lottano mentre la terza guerra d’indipendenza scurisce di cupi presagi il cielo di Firenze, capitale del neonato Regno d’Italia. I politici italiani sono disposti a qualsiasi sacrificio per ammantare di tricolore il leone della Serenissima, liberando così il Veneto dal giogo austriaco e i due innamorati si troveranno a mischiare le loro vite alla grande storia italiana.

Quinto volume della serie “D’amore e d’Italia”, tutti autoconclusivi e tutti splendidi. Mi innamorai di questa autrice al primo libro che lessi, rimanendo affascinata dal suo stile elegante ma scorrevole, raffinato come l’epoca di cui ci racconta nelle sue storie, battagliero e passionale e, sopra ogni cosa, preciso e corretto.

In questo romanzo ritroviamo alcuni dei vecchi protagonisti, ora semplici comparse, ma che fanno sempre battere il cuore al ricordo di ciò che si è letto di loro in precedenza e poi ne conosciamo di nuovi. Se avevo un po’ odiato il principe Filippo del volume 4, ho amato alla follia il prussiano Alexander, un uomo che può apparire serio e austero, ma che impersona l’uomo ideale, tutto d’un pezzo, che mette sempre gli altri, sia il suo Paese sia la donna che ama, al primo posto, incurante dei suoi desideri. Un uomo d’altri tempi, con una morale salda, dei principi importanti in cui crede con tutto il suo essere, ma non pensate che sia il pezzo di ghiaccio che tutti credono, no, sotto la corazza batte un cuore impavido, passionale, capace di amare alla follia. Che dire poi della protagonista femminile? Fiammetta è una ragazza spigliata, colta e intelligente, senza peli sulla lingua e tanta freschezza tipica dei suoi anni. Dà quasi fastidio la sua irruenza se non la si osserva da vicino e con attenzione, perché è vero che è giovane e vitale e vive in un’epoca di grandi cambiamenti e rivoluzioni, inoltre è figlia del presidente del Senato, ma è un’anima nobile e libera, ha una forza innata dentro di lei capace di smuovere una montagna.

L’amore fra i due è immediato e genuino ma da subito osteggiato: il periodo storico infatti è fra i più burrascosi per il nostro Paese, nuove alleanze e antiche guerre, intrighi di potere, amor di patria, ma anche semplici paure familiari e gelosie malsane si metteranno di mezzo per separare i due giovani, li faranno maturare, forse cambiare, ma non riusciranno a intaccare la loro purezza d’animo.

Adoro la capacità dell’autrice di far digerire al lettore pagine di storia come nulla fosse, anzi facendocela piacere perché frammista di intrighi, giochi di potere, arrivismo, gelosie, colpi di scena e quant’altro e poi mescolata alla storia d’amore acquista tutto un senso.

Che dire? Un ottimo lavoro, come sempre, e forse di più.

Stra-consigliato!!!

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