Recensione “La corona di mezzanotte – Throne of Glass series vol. 2” di Sarah J. Maas

 

Celaena Sardothien ha vinto la feroce competizione per diventare la campionessa del re. Ma è tutt’altro che fedele alla corona. Sebbene faccia qualsiasi cosa per nascondere il suo segreto, continuare nella pericolosa finzione diventa più difficile quando si rende conto di non essere l’unica in cerca di giustizia. La sua brama di risposte non risparmia neppure coloro che le sono più vicini e nessuno è al di sopra dei sospetti: né Dorian, il principe ereditario, né Chaol, il capitano della guardia, e neppure la sua migliore amica, Nehemia, principessa dal cuore ribelle. Poi, in una notte tremenda, tutti i segreti che sono stati occultati portano a una tragedia indicibile. Mentre il suo mondo va in frantumi, Celaena sarà costretta a decidere una volta per tutte a chi essere leale e per cosa è disposta a lottare. Il secondo libro della serie bestseller “Il Trono di Vetro” riporta i lettori in una terra devastata dalle menzogne, in cui la verità di una singola donna è l’unica cosa che può salvare tutti.

 

L’incarico di Celaena come assassina al servizio del re è entrato nel vivo: le sue missioni si concludono sempre con dei “souvenir” che testimoniano il successo delle sue imprese. Quello che il sovrano non sa, però, è che le storie dietro quei macabri trofei sono ben diverse dalla realtà. La campionessa ha capito in fretta che la lista di bersagli nasconde un’ombra ben più oscura. Muovendosi su un filo sottilissimo, gioca d’astuzia per scoprire quali forze striscino nei corridoi del palazzo e cosa si nasconda dietro i piani del re.

Al suo fianco c’è un Chaol sempre più presente e visibilmente legato emotivamente all’assassina. Dorian, al contrario, sceglie la strada della distanza, schiacciato dai doveri del suo ruolo e da decisioni ormai definitive. Il gioco di Celaena si fa di capitolo in capitolo più rischioso. La sua coscienza cerca di mettere a tacere i dubbi con mille escamotage, divisa tra la sopravvivenza personale e la ritrosia a schierarsi apertamente con la ribellione.

È un volume denso, focalizzato sui tormenti interiori, sui legami complessi con Chaol e Dorian e sul peso della giustizia. Celaena cerca semplicemente uno spazio in cui mettersi al primo posto. Nehemia la accusa di egoismo, ma come darle torto? Ha già vissuto troppe tragedie per la sua età. È così sbagliato pensare a un futuro lontano da quei luoghi che le hanno causato così tanta sofferenza e sognare di vivere, finalmente, come una ragazza normale?

Ma quando tutto sembra già essere complicato, ecco che le viscere della terra si aprono e Celaena ne verrà metaforicamente inghiottita. Spogliata delle sue certezze, vede emergere prima un feroce istinto omicida, poi una solitudine lacerante. Celaena è smarrita: chi amava ha varcato il velo e di chi è rimasto è difficile fidarsi.

Proprio come nel primo libro, la forza di questo personaggio sta nel contrasto tra la guerriera spietata e la donna emotivamente trasparente. È una protagonista che si dona completamente: offre i suoi sorrisi, le sue battute affilate, ma anche la sua sofferenza più cupa. Verrebbe voglia di scostare le parole, attraversare le righe, entrare nelle pagine per allungare un braccio e poterla stringere forte… La sua spietatezza non spaventa, al contrario affascina per la freddezza e l’arguzia con cui muove ogni passo sul campo di battaglia.

Questo seguito ha il sapore di un nuovo inizio. Spesso i volumi di transizione soffrono di un calo di ritmo, ma qui la tensione sale e il coinvolgimento nella saga diventa totale.

 

Anna

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