Recensione “La casa dei girasoli” di Adriana Allegri

 

 

 

In un sonnolento villaggio tedesco, la vita di Allina Strauss sembra idilliaca: lavora nella libreria dello zio, prepara lo strudel con la zia e trascorre i fine settimana con gli amici e il fidanzato. Ma è il 1939, Adolf Hitler è cancelliere e Allina nasconde un segreto terrificante: sua madre era ebrea, il che la rende una Mischling. Dopo una notte fatale, in cui perde tutti i suoi cari, Allina è costretta a lavorare come infermiera in una “fabbrica di neonati” gestita dallo Stato, la Hochland Haus. In quel luogo diventa testimone e partecipe degli orrori dello spietato Programma Lebensborn, il progetto di eugenetica ideato da Heinrich Himmler. Allina deve celare la sua origine ebraica per sopravvivere, ma quando scopre le violenze che si verificano all’interno di Hochland Haus, è determinata a salvare non solo sé stessa, ma anche i bambini che le vengono affidati. Non sarà da sola, perché verrà aiutata da Karl, un alto ufficiale delle SS che a sua volta nasconde dei segreti. Insieme dovranno decidere quanto sono disposti a condividere l’uno con l’altra e quanto possono rischiare mentre uniscono le forze per mettere in salvo più bambini possibile.

Quando pensi di aver letto di tutto sulla Seconda Guerra Mondiale ecco che un altro spietato segreto viene rivelato: la fabbrica di neonati e il Programma Lebensborn.

Allibita, esterrefatta e incredula, mi sono ritrovata a leggere, pagina dopo pagina, di questo orrore con il fiato in gola e le lacrime che scorrevano copiose.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la vita di Alina cambia, e non in meglio, rimasta orfana e adesso anche senza zii, entrerà a far parte del progetto insensato di Himmler.

“Ignorare il pianto di un neonato non lo fa diventare disciplinato. Negare a questi piccoli le carezze, evitare di trattarli con dolcezza, significa distruggerli.”

Vittima di violenza, Alina continuerà a vivere negli orrori della guerra ma sarà determinata a rischiare il tutto per tutto pur di salvare quelle anime innocenti; non sarà da sola perché a lei si unirà Karl, un alto ufficiale delle SS, anche lui protagonista di segreti.

“Ho paura di abituarmi a vivere così – Anch’io ho paura. – E’ una pazzia, quest’odio che ha il Fuhrer verso gli ebrei, e l’odio infetta chiunque tocchi.”

E se la Sonnenblumen Hans fosse una via di uscita? E se lì anche i sogni potessero prendere forma?

Un libro intenso e profondo che trafigge l’anima e dove, nonostante tutta quella sofferenza, anche l’amore riuscirà a prendere forma e coraggio.

Anna

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