Recensione “Inseguendo un sogno” di Andrew Grey

 

 

 

 

 

 

Brian Paulson è nato con la camicia e ha sempre vissuto una vita di lusso e agiatezze. Che la famiglia lo abbia trascurato per inseguire la ricchezza e la felicità non gli sembra che un piccolo prezzo da pagare per ciò che lui ritiene la cosa più importante: il denaro.

Per Cade McAllister niente è mai stato facile. Per mantenere se stesso, la madre e il fratello con difficoltà di apprendimento è costretto a fare due lavori. Non hanno molto, ma per Cade l’affetto dei suoi cari e il potersi prendere cura di loro è più importante dei beni materiali. Non può permettersi di perdere quel poco che ha, e il giorno in cui viene derubato in un parco è grato per l’intervento di Brian.

Quando tutti i beni di Brian vengono congelati dopo la morte del nonno, Cade ha la possibilità di sdebitarsi. Gli offre un posto dove stare e lo aiuta a trovare un lavoro, e i due uomini si avvicinano l’uno all’altro mentre scoprono i lati positivi e negativi dei due mondi da cui provengono. E proprio mentre Brian comincia a rendersi conto che nella vita ci sono cose che i soldi non possono comprare, una clausola del testamento del nonno rischia di mandare in fumo la loro relazione.

Da sempre ritengo che i migliori insegnamenti provengano dalle “lezioni di vita”; nemmeno una punizione ben orchestrata, infatti, avrà mai lo stesso effetto: potrà incutere timore, non lo nego, potrà servire a far sì che il motivo per cui è stata inflitta non si ripresenti, ma siamo sicuri che una punizione serva davvero per comprendere gli errori commessi? E se invece generasse solo forme d’ansia? O se, al contrario, causasse solo ostilità? In alcuni casi, inoltre, potrebbe addirittura sviluppare la furbizia, ricercando modi per aggirare i problemi …

La lezione di vita invece insegna a riflettere, a valutare le proprie azioni e a porvi rimedio dove è possibile, sempre con cognizione di causa. Non esistono imposizioni, o coercizioni esterne fini a se stesse … l’obiettivo non è evitare l’errore, ma comprenderlo.

Ed è proprio questo ciò che il nonno di Brian ha in mente quando, ormai prossimo alla fine, lascia un video testamento al nipote, informandolo che da quel momento in poi, per la prima volta dovrà imparare a cavarsela da solo, senza più gli appoggi finanziari dei suoi fondi fiduciari, almeno fino a quando non avrà imparato qualcosa di importante.

Non è una punizione questa?” direte voi …

No, non lo è, e per diverse ragioni: per prima cosa, infatti, Brian ha la possibilità di rifiutare o interrompere la prova in qualsiasi momento e senza rischiare nulla; riavrà comunque indietro tutti i suoi beni: cadrà in piedi come si suol dire! Sarà solo sua la scelta di mettersi in gioco o scappare, sua la decisione di dimostrare di saper provvedere a se stesso o, al contrario, di non voler nemmeno tentare di farlo.

Seconda cosa: Brian ha sempre vissuto la sua vita nella ricchezza, negli agi, e nelle comodità; non sa cosa significhi impegnarsi per raggiungere un obiettivo, non sa cosa sia la fatica, non conosce il sacrificio, né immagina le difficoltà che la gente comune è costretta ad affrontare per riuscire a vivere dignitosamente. Lui non ha mai provato sulla sua pelle tutto questo, non si è mai messo alla prova, e non conosce realmente le proprie potenzialità, potenzialità che il nonno, invece, ha sempre intravisto e che vorrebbe , con questa prova, cercare di fare emergere.

Terza cosa: Brian non crede nei sentimenti, nelle buone azioni senza ricompense, nei valori; il nonno sa che il cinismo mostrato dal nipote nei confronti del mondo non lo rappresenta, ed è solo una forma di difesa costruita nel tempo a causa di eventi legati al passato, di cui però ignora l’esatto decorso. Sradicandolo dal suo ambiente, e inserendolo in una nuova realtà, spera quindi che Brian si ammorbidisca ed entri in contatto con valori per lui ancora sconosciuti: amicizie vere, altruismo, generosità, e soprattutto amore.

Quarta cosa: se Brian riuscirà a terminare positivamente la prova, oltre a riavere indietro tutto ciò di cui è stato privato, sarà ampiamente gratificato e ricompensato (ma di quest’ultimo aspetto non sarà messo a conoscenza fino alla fine).

Vi sembra ancora una punizione adesso o una vera lezione di vita?

Per il nonno, sfidare Brian a sperimentare se stesso, non vuol dire punirlo ma aiutarlo a crescere.

Ebbene, convinto di trovare nella cerchia delle persone da sempre definite amiche un facile aiuto per vincere la sfida, Brian accetta, più per dimostrare agli altri, non tanto a se stesso, di potercela fare. Quando però “gli amici” gli volteranno le spalle e si ritroverà solo, senza soldi, casa e lavoro, le cose cominceranno a complicarsi. Il primo istinto sarà quello di abbandonare la sfida, se non che … Brian conoscerà Cade, un ragazzo dolce, rispettabile, volenteroso e con una vita molto diversa dalla sua, una vita fatta di duro lavoro, sacrifici e poco tempo da dedicare a se stesso. Brian rimarrà colpito dalla gentilezza e dalla generosità di Cade che, senza chiedere nulla in cambio, sarà il primo ad offrirgli aiuto e a credere in lui, esortandolo a non mollare. Il loro incontro si trasformerà ben presto in amicizia e poi in qualcosa di molto più intenso, ma le difficoltà saranno sempre dietro l’angolo e la possibilità di abbandonare tutto sempre a portata di mano. Attraverso un percorso di prove, paure, confronti, aggiustamenti, profonde rivelazioni, e nuove considerazioni, Brian si troverà a riflettere sulla sua vita passata, presente e futura, decidendo quale tipo di uomo vorrà diventare. Ce la farà? Quale che sia il finale di questa storia, Brian sa che al termine della prova, tutto il suo patrimonio gli sarà comunque reso, ma ne saprà fare buon uso questa volta? Ne sarà valsa la pena? E Cade, farà sempre parte del mondo di Brian o saranno vite troppo distanti da far funzionare insieme? Vi do un consiglio: leggete questo bellissimo romanzo! Bryan e Cade vi conquisteranno! Dolcezza, romanticismo, generosità, rinascita … Ogni capitolo è ricco di significati, riflessioni e profondi insegnamenti che è bene imparare e ricordare, così da non perdere mai di vista le cose importanti della vita.

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