Recensione in anteprima “ Un ultimo bacio” di Sally Malcom

 

 

Una storia dolce e vittoriosa di un amore proibito nel dopoguerra.                                                                                                                              

Quando il Capitano Ashleigh Arthur Dalton partecipa alla guerra nel 1914, non si sarebbe mai aspettato di innamorarsi. Tuttavia, nei tre lunghi anni al fronte, il suo affascinante attendente, il soldato West, diventa la sua ragione per lottare… e per vivere.

Eppure, la guerra di Ash si conclude in una catastrofe. Gravemente ferito, viene rispedito a casa dalla famiglia, nell’abitazione di campagna a Highcliffe. Lontano da West, arrabbiato e solo, Ash ha difficoltà a tornare al mondo raffinato che non comprende più.

Harry West, uno stalliere dell’East End di Londra, si innamora a prima vista quando incontra il dolce e complicato Capitano Dalton. Harry dubita che la loro amicizia possa sopravvivere nel mondo legato alle divisioni in classi sociali nel momento in cui torneranno a casa, ma sa che non dimenticherà mai il suo capitano.

Quando finalmente la guerra si conclude, Harry si ritrova alla deriva a Londra. Senza lavoro e disperato, mette da parte l’orgoglio e va a Highcliffe alla ricerca di un impiego e dell’uomo che ama. L’amicizia nata in guerra tra i due uomini si trasforma in una storia d’amore appassionata e proibita, proprio sotto gli occhi del padre autoritario di Ash.

Tuttavia, violare le barriere del ceto sociale e della sessualità è pericoloso, e nemici si aggirano tra le ombre profumate delle rose di Highcliffe.

Dopo aver dato tutto per il loro Paese, Harry e Ash si ritrovano ad affrontare una scelta terribile… sfidare la famiglia, la società e la legge per seguire l’amore che il cuore richiede, o dirsi per sempre addio…

 

 

Hi readers Sale e Pepe,
In anteprima vi parlo di “Un ultimo bacio” di Sally Malcom.

Inizio col dire che, quando ho scelto questa lettura sapevo già, vista la trama e l’ambientazione durante la prima guerra mondiale, che non sarebbe stata semplice.
Ero preparata, quindi, al magone, alla sofferenza e alle emozioni non sempre felici che avrei provato.
Quello che non mi sarei aspettata e che, purtroppo è successo, è di rivedere TROPPA della storia di questo libro in quello che ancora OGGI, cento anni dopo, sta succedendo.

Guerre senza senso, le vecchie generazioni che vogliono tornare indietro o rimanere fermi, i giovani che si trovano persi e senza lavoro, intolleranza, odio, odio, ancora odio.
Mi ha fatto malissimo capire che, anche se i passi avanti sono stati fatti, sono ancora una minima parte e soprattutto non tutti li hanno portati a termine e compresi.

Perché l’odio che alcuni personaggi riversano su Ash e Harry è identico a quello che leggo ogni giorno nei commenti sui social sotto una semplice foto di due uomini che si baciano o anche solo semplicemente si abbracciano.
Forse era il mio umore per il clima politico italiano a darmi una visione così negativa, ma questo è quello che ho provato.

 

“Harry non poteva negare che avrebbe tanto voluto afferrare il mondo e scuoterlo fino farlo ragionare – dopo quattro anni spietati in guerra non si erano guadagnati il diritto di vivere e amare in pace? – ma l’uomo realista in lui sapeva quanto la rabbia fosse pericolosa.”

Questo non ha rovinato la mia lettura, anzi, questo sentimento di sconforto mi ha fatto legare e tifare per Harry e Ash ancora di più.
La storia di Harry e Ash è un classico amore “impossibile”, il sentimento che nasce tra i due, a differenza dei libri che ho letto ultimamente (altrettanto validi) non si basa sull’attrazione fisica immediata, ma su qualcosa di molto più mentale e spirituale.
Un amore forgiato dalla guerra, dagli spari, dal sangue e dolore condiviso.
La parte fisica viene solo dopo, la sensualità è al minimo, ed è sempre mixata con la dolcezza e anche con emozioni contrastanti, che vanno dal sollievo al timore.

“«Sei qui ed è il cazzo di miracolo per cui ho pregato. E non mi interessa della tua gamba, né di nessun’altra maledetta cosa, Ash, perché ti amo.» Restò ammutolito per lo stupore di aver pronunciato quelle parole ad alta voce e fece un respiro tremante. Si massaggiò gli occhi con la mano libera e proseguì: «Ti amo, Ashleigh Dalton, in ogni singola, danneggiata e preziosa parte di te.»”

 

Quando i due tornano indietro, l’unica cosa che li spinge ad andare avanti e a superare le difficoltà, fisiche ed emotive è il pensiero dell’altro, perché nessuno dei due ha voglia di tornare all’asfissiante vita che avevano condotto prima della guerra; anzi, il pensiero della monotonia e di un destino già scritto li getta nel panico.
Perché loro, a differenza del mondo che li circonda, sono stati cambiati da quello che hanno vissuto.

“In verità respirava senza difficoltà solamente in presenza di Harry, che amava con lo stesso ardore selvaggio… e che avrebbe amato con passione, se ne avesse avuto la possibilità.”

 

In questo libro l’amore vince, il dolore non scompare ma viene mitigato e poi accantonato.
E’ stato bello leggere questo happy ending, ancora di più alla luce dei sentimenti che mi aveva suscitato tutta la lettura. Sicuramente il libro è uno di quelli che definirei hurt comfort, almeno nel senso che provoca dolore ma poi ripara il cuore con il finale dolce.

Consiglio questa lettura e vorrei chiudere con una citazione che spero sia uno sprone per il futuro:

“«Questo…» Ash intrecciò le loro dita, chiudendo le mani a pugno e sollevandole tra di loro. «Questo cambia il mondo. Tu e io, chi siamo, quello che siamo, cambia il mondo. Anche Olive. E un milione di altre persone come noi, Harry. Forse lentamente, ma di sicuro daremo nuova forma al mondo. L’amore vincerà.»”

 

 

 

Giovanni

5 stelle
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