Recensione in anteprima “Rogue” – Serie I ragazzi di Jericho #2 di Onley James

L’esistenza stessa di Levi Akira è tutt’altro che ideale. La dipendenza della madre consuma sia la vita della donna che la sua, la posizione accademica che occupa sta crollando e il minimarket in cui lavora è un bersaglio costante di rapine spietate. In mezzo a questo caos, Levi trova conforto solo in tre cose: il suo affiatato gruppo di amici, la capacità di proteggere il proprio quartiere come uno dei “ragazzi di Jericho” e la possibilità di giocare in streaming al suo videogioco preferito; lì assume il ruolo di Rogue, un eroe che infrange le regole per il bene comune.

La speranza di Shiloh Mizrahi è praticamente svanita. Ha un fratello ingiustamente imprigionato e l’altro che non solo si è rivelato un sadico burattinaio, ma rappresenta il suo personale tormento quotidiano. La sua ultima richiesta? Shiloh deve avvicinarsi a Levi a ogni costo.

Così, nel bel mezzo di un qualsiasi normale turno di notte, il mondo di Levi viene sconvolto da uno sconosciuto accattivante e terrorizzato che appare davanti ai suoi occhi brandendo un’arma e affermando di essere stato costretto a ucciderlo dal fratello. Levi, indeciso tra l’autoconservazione e un’istintiva avversione a fare del male a quel ragazzo evidentemente vulnerabile, sceglie di correre un rischio audace e lo bacia. Poi, in un lampo, il ragazzo scompare nella notte lasciandolo perseguitato dal suo ricordo.

Spinti da qualcosa di incrollabile, il cammino di Levi si incrocia ancora una volta con quello di Shiloh, accendendo un legame passionale che rifiuta di spegnersi. Shiloh però nasconde un labirinto di segreti e si dimostra costantemente diviso tra lealtà e desiderio.

Con la libertà del fratello in bilico, riusciranno Levi e Shiloh a percorrere la strada insidiosa per stare insieme o Levi rimarrà per sempre un eroe confinato nel mondo online?

 

Hi readers Sale e Pepe,

Oggi vi parlo in anteprima del libro “Rogue” di Onley James.

Ogni volta che leggo qualche libro della James ho un grosso, enorme problema. Quale? Mi coinvolge sempre cosi tanto che voglio subito il prossimo volume. Con Rogue ho provato esattamente la stessa cosa.

Ho finito questo libro con quella sensazione addosso che ormai riconosco benissimo, un vuoto misto all’euforia, il bisogno di sapere subito come andrà avanti la storia e cosa succederà ai personaggi, ormai diventati “amici”.

Rogue mi ha presa piano, pagina dopo pagina e non mi ha più mollata. Mi è sembrato di vivere accanto a Levi, di sentire il peso della sua stanchezza, della sua rabbia a stento trattenuta, ma anche della sua incredibile capacità di restare “umano” in un mondo che ha fatto di tutto per schiacciarlo.

“Levi non era mai stato bravo con i sentimenti. Era troppo schietto, troppo insensibile. Si era chiuso a tutto ciò che avrebbe potuto fargli del male anni addietro. E sì, serviva a proteggere il suo cuore, ma allo stesso tempo lo rendeva una merda quando si trattava di dover offrire conforto.”

Questo volume dello spin-off, per me, è persino migliore del primo. Forse perché c’è molta più interazione tra i personaggi, forse perché la storia di base è più forte, più intensa, più emotiva, o forse semplicemente perché lo sviluppo generale mi ha convinta di più. Fatto sta che ho percepito l’ansia, il desiderio, la paura, il brivido del male, ma anche quel senso di calore che nasce quando due anime rotte si incontrano e si riconoscono.

“Tutti i libri dicevano che due persone danneggiate non avrebbero dovuto stare insieme, che erano tossiche, ma tutti i suoi amici avevano relazioni serie con persone che la società credeva fermamente fossero oltre il punto di aiuto. Ed erano tutti felici. Anche Levi voleva solo essere felice.”

Levi e Shiloh mi sono piaciuti tantissimo, e si sono piaciuti tantissimo anche tra loro sin dall’inizio. Un colpo di fulmine, imprinting, anime gemelle ecco come loro stessi si definiscono.

“Ti ho guardato e l’ho saputo. Semplice.» Shiloh non aveva mai veramente capito cosa significasse l’espressione andare in estasi citata da un sacco di gente, ma in quel momento gli fu chiaro. Le sue ginocchia si indebolirono alle parole di Levi, il cuore gli svolazzò nel petto. «Hai saputo cosa?» Levi gli rivolse un’occhiata tendenziosa. «Sei alla ricerca di complimenti, Fossette?» Lui annuì senza esitazione. L’altro sorrise compiaciuto e poi scosse la testa. «Che avrei voluto guardare il tuo viso per il resto della mia vita.»”


Mi è piaciuto vedere come, lentamente, diventano una famiglia insieme agli altri ragazzi di Jericho e ai Mulvaney.

Una famiglia imperfetta, disfunzionale, un po’ tossica, ma vera e amorevole a modo suo.

Anche i nuovi arrivati si integrano nel loro mondo, senza forzature, senza sembrare aggiunte a caso, anzi, una menzione speciale va a Mal ed Enzo, poche pagine in cui compaiono ma io li ho adorati e sì, lo ammetto, mi sono informata subito sui prossimi volumi e so che le loro storie arriveranno presto, prevedo tante cose.

Una cosa un po’ più “negativa”, almeno per me, è che ci sono parecchie scene di sesso, forse anche un tantinello troppe rispetto a quello che mi sarebbe piaciuto. Detto questo, sono scritte davvero molto bene, intense e servono a raccontare il legame, la vulnerabilità e il bisogno disperato di sentirsi vivi, scelti, amati, che Levi e Shiloh provano.

“«Sei l’unica luce brillante in questo mondo oscuro e brutto, Levi. Non voglio starci senza di te.»”

La James, ancora una volta, conferma la sua bravura incredibile nel descrivere la psicologia dei personaggi. Riesce a renderli folli, intensi, spezzati, ma anche profondamente amabili (quando sono i “buoni”) e visceralmente odiabili (quando sono i “cattivi”). La sua conoscenza delle malattie mentali si percepisce chiaramente, le sfumature, i comportamenti, le contraddizioni tutto sembra autentico, e dolorosamente reale.

Rogue è uno di quei libri che punta tutto sulla rinascita e sul presente, ma ha una base dark davvero forte, alcune scene possono risultare molto intense, leggetelo con cautela.

 

Dani

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