Recensione in anteprima “Paladin” di Onley James

Arseny Lebedev vive una vita normale. Di giorno fa il meccanico. Di notte trasmette in live streaming un videogioco di carattere fantasy chiamato Paladin. E a volte – solo a volte – uccide le persone. Ma se lo meritano tutte.

Ever non conosce il proprio cognome. Non conosce quasi niente, in realtà. La maggior parte della sua vita è una tortura, dato che è stato comprato e poi spesso rivenduto da una donna che si definisce sua madre. Si è rassegnato a una vita di servitù… finché non incontra Arsen.

In quell’attimo, i due instaurano un legame. Ever è allo stesso tempo fragile e selvaggio, e si dimostra disposto a difendersi con qualsiasi mezzo a propria disposizione, compresi i denti. Arsen è colore e luce, un faro nella sua oscurità, coraggioso quanto il cavaliere del videogame a cui ama giocare.

Arsen protegge Ever con tutto sé stesso, ma proprio quando il ragazzo si sente al sicuro, ecco che qualcuno cerca di trascinarlo indietro nella sua vecchia vita, ricordandogli che la realtà non è fatta di favole o videogiochi. Ever sa che restare significa mettere Arsen in pericolo. Ma l’altro insiste che sono più al sicuro insieme.

Riuscirà Ever ad avere sul serio il suo lieto fine o sarà game over?

 

Hi readers Sale e Pepe,

Oggi vi parlo in anteprima del libro “Paladin” di Onley James.

Paladin è il primo volume della nuova serie “I ragazzi di Jericho” ed è lo spin-off della serie “I mali necessari”, ma tranquill*, può essere letto anche da chi non conosce i libri precedenti (anche se io ve li consiglio tutti). 

Questo primo capitolo pone basi solide per un “nuovo” universo narrativo che promette emozioni intense, personaggi fuori dagli schemi e il mio tanto amato dark romance.

Iniziamo a conoscere la storia del primo ragazzo di Jericho, ovvero Arseny Lebedev detto Arsen, che incarna alla perfezione il concetto di vigilante moderno, meccanico di giorno, streamer su Discord di notte, e giustiziere quando serve. Il contrasto tra la sua vita apparentemente ordinaria e la violenza mirata che esercita contro chi “se lo merita” è uno degli aspetti più significativi del romanzo. Arsen è carismatico, ironico e sorprendentemente tenero, soprattutto quando entra in scena Ever.

“Sapeva gestire i bei ragazzi, ma Ever non era solo bello. Era dolorosamente timido, incredibilmente dolce, terribilmente distrutto, e quando metteva il broncio–come in quel momento–lui era letteralmente impotente. Gli avrebbe dato qualsiasi cosa.”

Ever è forse il personaggio più “importante” del libro, intorno a lui ruota tutto, fragile e selvaggio allo stesso tempo, tanto che il suo comportamento a volte sembra animalesco. Segnato da un passato di abusi e privazioni che la James, come sempre, non edulcora.

 

“Niente pianti. Niente suppliche. Arsen aveva imparato a mascherare il proprio dolore. Ma Ever… lui guardava le persone come un cane che era stato preso a calci troppe volte. Sospettoso eppure… speranzoso. Come se volesse solo che almeno una persona non lo deludesse.”

Ha un bisogno disperato di protezione e il modo in cui impara lentamente a fidarsi di Arsen e degli altri sembra quasi come un cucciolo che trova una nuova casa dopo i maltrattamenti e ogni tappa di questa dolorosa guarigione enfatizza il trope dolore/conforto.

«Tu sei un bravo ragazzo. Sei il migliore,» gli assicurò. «Mi hai salvato. Sei proprio come il paladino del tuo gioco.» Arsen lo schernì. «Non sono un cavaliere.» Ever scrollò le spalle come meglio poté, rannicchiato contro Arsen. «Beh, io non sono una principessa, ma tu mi hai salvato comunque. Questo ti rende migliore di un cavaliere.»

Il legame che nasce tra lui e Arsen è intenso e viscerale. La storia alterna momenti di tenerezza e romanticismo con altri passionali e profondi, ma anche scene più crude, il tutto nel tipico stile  della James, che mantiene sempre quel mix tipico di dark humor, sensualità e violenza.

 

«Grazie.» «Per cosa?» chiese l’altro, evidentemente confuso. «Per non essere un cattivo ragazzo.» Arsen ricambiò l’abbraccio e disse: «Sono un assassino.» A lui non interessava. «Nessuno è perfetto.»

Il ritmo della narrazione è serrato e succedono tante cose, forse sul finale anche un po’ troppe e senza approfondimento, ma Arsen ed Ever, insieme alla loro famiglia, mi hanno conquistata pagina dopo pagina e, arrivata alla fine, non volevo lasciarli andare.

Paladin non è un romance leggero, tratta temi duri e la James non lascia nulla al caso, ma per chi ama storie dark con personaggi spezzati che trovano casa l’uno nell’altro, è una lettura che stra consiglio.

 

Dani

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