Recensione in anteprima “Le cose che non sai di me – Broken love collection” di Juliett Moon

 

Railey ha sempre creduto che il tempo fosse una promessa.

Poi, a diciassette anni, una diagnosi cambia ogni cosa e la costringe a guardare in faccia tutte le esperienze che ha rimandato, i desideri che non ha mai avuto il coraggio di esprimere e la vita che non vuole più osservare da lontano.

Nasce così una lista di tredici cose da fare almeno una volta: guardare le stelle dall’alto di New York, vedere La notte stellata di Van Gogh, nuotare nell’oceano, perdersi tra le luci di un luna park e concedersi finalmente un vero appuntamento.

Deniel ha ventun anni, sogna di diventare pasticcere e conosce il potere dei piccoli gesti. Dietro la sua ironia si nasconde un ragazzo capace di trasformare un cupcake alla fragola in una promessa e una giornata qualunque in qualcosa da ricordare.

Il loro incontro non era previsto.

Eppure, tra una sfida, un viaggio e troppe parole rimaste in sospeso, Deniel entra nella lista di Railey senza averne mai fatto parte. Quello che doveva essere soltanto un percorso attraverso tredici nuove esperienze diventa presto qualcosa di più: un modo diverso di sentirsi vivi, di affidarsi a qualcuno e di scoprire quanto possa essere difficile lasciare che un’altra persona conosca anche le parti che preferiremmo tenere nascoste.

Ma Railey custodisce verità che non è ancora pronta a condividere, mentre Deniel dovrà decidere quanto sia disposto a rischiare per una ragazza capace di sconvolgere ogni sua certezza.

Perché alcune persone arrivano per caso.

Altre sembrano conoscere il nostro cuore ancora prima di sapere davvero chi siamo.

E a volte sono proprio le cose che non diciamo a cambiare tutto.

 

Davanti al dolore non mi volto dall’altra parte: che sia mio o degli altri lo affronto con decisione e dolcezza. Ed è stato con questo spirito che ho intrapreso la lettura di questo romanzo, delicato e struggente.

La malattia entra nella vita delle persone senza annunciarsi. A volte si riesce a contrastarla, altre no; spesso arriva quando si è già vissuto abbastanza (ma sarà mai abbastanza la vita vissuta?), altre volte arriva decisamente troppo presto.

Se scontrarsi con una diagnosi senza appello fa cadere una ghigliottina su speranze, sogni e progetti, quando accade a una persona giovane è ancora più devastante, perché di quei sogni ce ne sono troppi per potersi rassegnare.

Questa è la storia di Riley: 17 anni e un glioblastoma che segnerà il punto definitivo, togliendo tempo a una vita che non è quasi nemmeno iniziata. Da qui nasce la sua decisione di rinunciare a cure inutili, sottrarsi agli ospedali e vivere ciò che le rimane con la dolorosa consapevolezza che ogni giorno è uno in meno, sia per lei che per sua madre.

A fare da contrappeso c’è la passione per le cose semplici: un libro, una passeggiata, il sole sulla pelle, un fiore profumato, un dolce goloso. Saranno proprio queste piccole passioni a farle incontrare Deniel: un ragazzo alto, spettinato, dai modi cortesi e dalle mani capaci di preparare magie di farina, burro e zucchero.

La narrazione è in prima persona, prevalentemente dal punto di vista della protagonista, anche se non mancano incursioni di altre voci. La scrittura dell’autrice è diretta, sincera e dolce; le sue parole arrivano dritto al cuore. Forse a tratti risulta un po’ prolissa, ma di sicuro non sono rimaste parole intrappolate nella sua penna, né lacrime trattenute nei miei occhi. Eppure, tra le pagine si respirano anche serenità, accettazione e il desiderio profondo di godersi ciò che resta fino in fondo.

Ciò che mi ha fatto vacillare è la scelta di Riley di nascondere la verità a Deniel. Comprendo il desiderio di essere vista come una persona e non attraverso la propria malattia, ma quanto può essere crudele far innamorare qualcuno mettendolo di fronte al fatto compiuto?

Al di là di questa considerazione, sono tante le riflessioni che emergono durante la lettura: quanto tempo sprechiamo lasciandolo scorrere senza significato? Ce ne accorgiamo solo quando sta per finire, quando comprendiamo che non ci sarà un domani per fare questo o quello, e che bisogna farlo ora!

Non è un romanzo facile: è una dolcezza simile a quella di una glassa alle fragole, ma mischiata a coltellate nell’anima. Bisogna essere nel momento giusto per ascoltare queste parole d’amore estremo e sofferenza infinita. Voi sarete pronti per questa tragedia moderna?

 

Anna

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