Recensione in anteprima “La quinta stagione – Brighton love affairs volume 1” di Bess Tarleton

 

Brighton, 1813.
Giunta alla sua quinta stagione mondana senza aver trovato marito, Amelia Worthing ha ormai rinunciato all’idea di sposarsi. Molto più interessata ai libri che ai corteggiatori, sogna di diventare una scrittrice e di vivere una vita diversa da quella che la società ha previsto per lei.
L’incontro con Dominic Carrington, affascinante e misterioso Duca di Wyndham, sconvolge però ogni sua certezza. Mentre tra balli, passeggiate sul mare e ricevimenti nasce un sentimento sempre più difficile da ignorare, Amelia scopre che Dominic nasconde un segreto che lo lega a una pericolosa rete di spie napoleoniche.
Tra romanticismo, avventura, umorismo e intrighi, La quinta stagione è un Regency romance ambientato nella scintillante Brighton dell’epoca della Reggenza, dove l’amore arriva quando meno lo si aspetta.

 

Tempo d’estate e Bess Tarleton ci porta in vacanza a Brighton insieme ai suoi personaggi. Lasciamo Londra e le sue rigide convenzioni per immergerci in un’atmosfera decisamente più leggera e vacanziera: una meta descritta perfettamente come “il luogo dove le persone vengono a fingere di essere qualcun altro” o, al contrario, “dove le persone smettono di fingere e diventano finalmente se stesse”.

La protagonista di questa storia è Amelia Worthing, “signorina alla quinta stagione e futura nubile con dote propria”. Ormai al capolinea delle stagioni mondane, Amelia intravede la speranza di un nuovo inizio, libera dall’obbligo di un matrimonio di convenienza come era usuale a quei tempi. Suo padre, Sir Edward, ha infatti stabilito che, se la figlia rifiuterà le ultime proposte di quest’anno, potrà disporre della propria dote e gestirla in totale autonomia. Accompagnata dalla zia Lady Margaret e dalla cugina Charlotte (due personaggi straordinari che da soli riempirebbero volumi interi con la loro simpatia), Amelia si gode questo periodo tra eventi mondani informali e rinfrescanti abluzioni in mare con le bathing machines.

Proprio durante una di queste mattine, un uomo attira la sua attenzione per la prestanza fisica, la vigorosità delle bracciate e… per la sua totale nudità. Mai si sarebbe aspettata di ritrovare quello stesso sconosciuto nei panni del Duca di Wyndham, Dominic Carrington: un uomo affascinante, riservato, rispettato dal ton e avvolto da un’aura autorevole e magnetica.

Amelia non è la classica lady tutta rossori e timidezza; è una ragazza schietta che ama esporre le proprie idee, anche quando non sono conformi agli standard dell’epoca. Sarà proprio questa sua unicità a stregare il bel duca, che vedrà in lei “una forza della natura dotata di cappellino”. Dal canto suo, Dominic ha fascino da vendere, modi cavallereschi da manuale e una lingua pronta a ribattere a ogni argomentazione di Amelia.

Chi l’avrebbe mai detto che Amelia, a un passo dalla sua agognata emancipazione, potesse scoprire un sentimento così nuovo e coinvolgente? Un legame fatto di attese, sguardi intensi, batticuore e pensieri impudici. Con Dominic il confronto è stuzzicante e mai noioso; inoltre, nella sua veste di scrittrice, Amelia rimarrà fatalmente ammaliata dal mistero che avvolge gli affari che il duca conduce nell’ombra. Dopo aver visto il matrimonio come un limite per anni, Dominic si rivelerà “l’uomo che aveva attraversato ogni sua difesa. L’uomo che le aveva insegnato il significato del desiderio”.

Ho letto parecchi romanzi di questa autrice e ho trovato una verve del tutto particolare in questa nuova serie. I dialoghi sono spettacolari e frizzanti, un botta e risposta senza fine: ho amato ogni “naturalmente” uscito dalle belle labbra del duca e ogni singola puntualizzazione di Amelia. Ho riletto più volte certi passaggi particolarmente arguti, divertendomi un mondo, per poi ritrovarmi a piangere per la commozione sul finale.

La narrazione in terza persona (una scelta quasi obbligata per questo genere) rende la scrittura fluida e accattivante. Non ci sono tempi morti e la lettura scorre piacevole dall’inizio alla fine. Un plauso d’onore va a queste protagoniste dotate di carattere, che pur di non uniformarsi rischiano l’esclusione sociale, ma solo per aspettare un treno migliore. “Ho pensato che nessun uomo sarebbe mai stato abbastanza per te” le viene detto con commozione dalla madre… semplicemente, non era ancora arrivato quello giusto.

Per me questo romanzo è stato una vera ventata d’aria fresca e intrigante al punto giusto. Una perfetta declinazione estiva delle classiche storie ottocentesche, ideale da leggere sotto l’ombrellone per continuare a sognare tra pizzi, merletti e passeggiate sotto il sole. Non vedo l’ora che esca il seguito!

 

Anna

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