
Wren vive seguendo una regola d’oro: testa bassa, zero distrazioni e una solitudine accuratamente difesa. Ma non ha fatto i conti con il ciclone Sutton Holland.
Sutton è tutto ciò che Wren detesta: arrogante, viziato, immaturo e orgogliosamente superficiale. Non si preoccupa di piacere agli altri, anzi, sembra fare di tutto per risultare sgradevole e offensivo. Wren non ha dubbi: un uomo così non potrà mai far parte del suo mondo ordinato.
Tuttavia, il destino ha altri piani e costringe Wren a guardare oltre la maschera di Sutton. Più i due passano tempo insieme, più i sospetti aumentano: e se l’arroganza fosse solo un’armatura? Se Sutton fosse solo un fenomenale bugiardo che nasconde un cuore inaspettato? Forse, dietro quel caos fastidioso, si cela l’unica cosa che Wren non sapeva di stare cercando. Riusciranno a lasciarsi alle spalle i pregiudizi prima che sia troppo tardi?

Hi readers Sale e Pepe,
Oggi vi parlo del libro “Forse tu” di Briar Prescott-
Questo romanzo conferma ancora una volta che questa serie ha una forza emotiva incredibile. Ruota attorno alla paura dei protagonisti di amare, Jude, Quinn, e ora Sutton. Tutti legati da un rapporto problematico con i sentimenti e con l’amore, almeno finché non arriva quello vero e curativo.
A quel punto, scappare non è più un’opzione, come Sutton stesso capirà presto.
Wren è un protagonista che colpisce per il suo bisogno di controllo, per la disciplina emotiva che si è imposta come forma di sopravvivenza. Vive seguendo delle regole rigide, convinto che isolarsi sia l’unico modo per non farsi male. Sutton Holland è il suo esatto opposto, caos, arroganza ostentata, ironia pungente. Eppure, proprio questo contrasto rende la loro dinamica incredibile e sorprendente.
Un uomo, Sutton, che definisce se stesso come superficiale, o meglio “«Oh, più che superficiale. Ho la profondità di una pozzanghera durante un’ondata di caldo. Non ci sono oceani nascosti qui. Non contengo moltitudini.»” un tipo onesto, simpatico, sempre con la battuta pronta. Ed è proprio questa apparente mancanza di profondità a essere la sua maschera e a renderlo super interessante, perché rimane un mistero fino alla fine. Anche Sutton si è imposto dei limiti e li usa come scudo e come modo per non lasciarsi coinvolgere, in questo sono molto simili lui e Wren.
“Non riesco a capirne il motivo, ma c’è qualcosa che non mi convince. È come se ci fosse un abisso tra ciò che dice di se stesso e il modo in cui si comporta. Non so davvero come spiegarlo, e non sono nemmeno sicuro se il mio istinto mi stia dicendo la verità o se io stia solo cercando di farlo sembrare migliore.”
In effetti, gli scambi tra lui e Wren sono sempre serrati, intriganti e divertenti. Anche quando hanno una certa profondità emotiva rimangono sempre leggeri, pur nascondendo qualcosa di importante.
Il dialogo è uno dei punti di forza assoluti del libro, brillante, naturale e mai forzato, ogni battuta è un passo avanti nella costruzione del loro legame.
Il romanzo parla di pregiudizi, di paura dell’intimità e di quanto sia difficile lasciarsi vedere davvero da qualcuno. L’evoluzione di Sutton è lenta, credibile e profondamente umana, mentre Wren impara che l’ordine non può proteggerlo da tutto, soprattutto dall’amore.
“Sì, nascondersi è sempre sicuro, ma il problema è che nessuno ti vedrà. E penso… Penso che, dopo tutti questi anni passati a nascondermi, forse finalmente vorrei essere visto di nuovo.”
Una storia romantica, intensa e ironica al punto giusto, che emoziona senza mai risultare pesante. Un altro volume riuscitissimo di una serie che continua a sorprendermi.




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