Recensione in anteprima doppia “Once Upon A Dream” di Melissa Spadoni

 

Briar Rose vive un’esistenza placida insieme a tre zii iperprotettivi con una sola regola: non parlare con gli estranei!

Peccato che gli estranei a volte siano incredibilmente affascinanti.

Perché Phillip è divertente, gentile, sexy e ha il sorriso di qualcuno che potrebbe causarle parecchi guai.

La ragazza però nasconde, a sua insaputa, un segreto. Il tragico incidente in cui hanno perso la vita i suoi genitori, e che le ha cancellato la memoria, la conduce dritta alla Sleeping Beauty, società cosmetica di cui Philip è l’erede.

E mentre prova a capire come mai i suoi zii la trattino come una principessa sotto sequestro, Briar si ritrova invischiata in bugie vecchie di anni.

Tra appuntamenti elettrizzanti, partite di cricket, un’attrazione impossibile da ignorare e verità taciute, Briar scoprirà che fidarsi di qualcuno è molto più difficile che innamorarsene

 

I retelling delle fiabe sono sempre interessanti: ogni autore sa personalizzarli con la propria arte, dando vita a magie sempre nuove.

In questa rivisitazione de La bella addormentata nel bosco, la storia si sposta nell’Inghilterra moderna, divisa tra il caos di Londra e il fascino rurale di Castle Combe.

Phillip è l’erede di una prestigiosa casa cosmetica, The Sleeping Beauty, diretta dal padre e dalla matrigna Cara (la Maleficent della situazione). La sua vera passione, però, è il cricket a livello professionistico, uno sport che lo distrae dai doveri aziendali. Proprio durante una trasferta finisce per smarrirsi nella campagna inglese, dove si imbatte in Briar: un vero e proprio colpo di fulmine, soprattutto per uno come lui, abituato a passare da una ragazza all’altra.

Briar, dopo la perdita dei genitori, vive con gli zii che gestiscono una sala da tè; la sua vita scorre tranquilla, limitata dalle scarse frequentazioni che un borgo come Castle Combe può offrire. L’incontro con il bel giocatore di cricket segna per lei una svolta, specialmente quando le loro strade si incrociano di nuovo in un centro commerciale della zona, dove lui si trova per trattare l’apertura di un nuovo punto vendita. Se la prima volta entrambi avevano sorvolato sulla possibilità di tenersi in contatto, la seconda non lascia spazio ai dubbi: se il destino li ha uniti di nuovo, l’occasione non va sprecata.

Mentre Briar viene tenuta sotto stretta sorveglianza dai suoi tre zii single (diciamo pure zitelli), Lip ha un cappio che il padre è pronto a stringergli al collo: un matrimonio combinato con la figlia del suo socio defunto, scomparsa da anni dai radar. Ma Lip non ha alcuna intenzione di rinunciare al sentimento sempre più forte che lo lega all’incantevole e ingenua Briar.

Contestualizzare una fiaba ai giorni nostri mantenendo intatte certe dinamiche è un compito arduo, ma l’autrice è riuscita nel suo intento, anche se mescolando un po’ le carte.

La prima parte vive della meraviglia di un amore che sta sbocciando, pur mantenendo toni forse un po’ infantili. La seconda metà, invece, introduce il vero colpo di scena, tra sospetti e minacce: ed è sinceramente la parte che ho preferito, perché capace di tenermi con il fiato sospeso. La contrapposizione tra i due caratteri, lui bello e irresistibile, lei un po’ dimessa e inconsapevole, è un mix che funziona sempre e rende la lettura davvero godibile. La componente spicy, infine, la inserisce perfettamente nel panorama del romance contemporaneo.

 

Anna


Once upon a dream è l’ultimo romanzo della serie “Once upon a series” che mi ha accompagnata fino ad oggi. Concludiamo in bellezza con Briar, la Bella addormentata nel bosco che non è per niente addormentata, quanto, piuttosto, inconsapevole di una verità enorme che le è stata sempre nascosta.

Briar è una giovane donna che vive con i suoi zii, dopo che, da bambina, ha perso i genitori in un terribile incidente che l’ha vista coinvolta e sopravvissuta, anche se con la memoria cancellata. Sembra proprio la rappresentazione di una favola, una dolce e bellissima fanciulla che lavora nel bar- ristorante degli zii. Tutti le vogliono bene e tutti la conoscono, eccessivamente protetta dalla famiglia, non è mai uscita dal paesino che l’ha vista crescere.

Un giorno per poco non si scontra con Philip, un uomo bellissimo che si è perso nelle campagne e che la giovane Briar aiuta con naturalezza. Il colpo di fulmine dell’affascinante erede della Sleeping beauty è qualcosa che solo nei romanzi può accadere, da quell’incontro c’è solo lei nella sua mente, lei e il cricket, sua passione ostacolata, ovviamente, dal genitore…

L’ennesimo incontro occasionale tra i due protagonisti li porta a un appuntamento imprevisto ma apprezzabilissimo.

Briar, grazie a Philip scopre e riscopre se stessa. Esce per la prima volta dal paesino in cui è cresciuta e visita Londra.

È stato interessante vedere la crescita di Briar e la sua presa di consapevolezza di qualcosa di esterno dal suo piccolo mondo… una cosa è sapere che esiste, un’altra è viverlo.

Ho anche molto apprezzato il cattivo della storia, di cui non faccio spoiler, ma che mi è davvero piaciuto leggere: ben costruito, ben caratterizzato. Si arriva al finale capendo chi è, ovviamente, e avendo dei dubbi a riguardo, ma la cattiveria del personaggio in questione è stata ben mirata all’obiettivo.

Non amo le bugie, soprattutto se nascondono una verità tanto grande. Quando Briar scopre la verità, è come se una bomba le fosse esplosa nel petto. E non è che non ce lo aspettavamo! Quello che mi ha positivamente sorpresa è stato come è stata raccontata la sua reazione.

Bel finale, sia per questa storia che per la serie in generale.

 

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