Recensione in anteprima “Curse of the dark Prince” di Ariana Nash

Con le potenti città di Seran e Loreen ormai cadute in mano agli elfi, e la fiamma oscura sfuggita ai propri vincoli, la situazione del principe Vasili Caville è più disperata che mai. Ma, per la prima volta in vita sua, non è solo. Con il formidabile Nikolas Yazdan al suo fianco, non tutto è perduto.
Solo che Nikolas è cambiato. Il retaggio degli Yazdan gli pesa addosso, e per quanto forte e ostinato lui sia, nessuno può resistere a lungo al richiamo della fiamma. E pur con tutti i suoi discorsi su onore e sacrificio, Vasili teme di stare perdendo Nikolas, e con lui ogni possibilità di sconfiggere gli elfi in via definitiva.
Amore, potere, controllo. Per salvare sia se stesso che Nikolas, Vasili dovrà rinunciare a tutto questo e abbracciare tutto ciò che un Caville è destinato ad essere. Perché al di sotto del palazzo in rovina, nascosta nel suo cuore, si cela la risposta a tutte le domande. E tutto quello che gli costerà… è l’amore.

 

Hi readers Sale e Pepe,

oggi vi parlo del libro “Curse of the dark Prince” di Ariana Nash.

Avevamo lasciato Nikolas e Vasili divisi dalla battaglia, con Niko disposto a tutto pur di riprendersi il suo “stronzetto di principe”. Questo terzo volume riparte proprio da lì, dalla sua corsa disperata per ritrovare Vasili e dalla consapevolezza che il tempo a loro disposizione è sempre meno. Con Seran e Loreen ormai cadute nelle mani degli elfi e la Fiamma quasi fuori controllo, la posta in gioco non è mai stata così alta.

Devo ammettere una cosa, questo libro della trilogia non è riuscito davvero a sorprendermi, ma prima che arriviate a conclusioni sbagliate mi spiego meglio: molti degli sviluppi della trama li avevo intuiti con largo anticipo, comprese le difficoltà che i protagonisti avrebbero dovuto affrontare e alcune delle scelte decisive del finale. Anzi, ogni volta che le cose sembravano andare fin troppo bene, mi ritrovavo automaticamente ad aspettare il colpo di scena che avrebbe rimesso tutto in discussione. Forse è colpa dei primi due volumi, che mi avevano abituata a continui ribaltamenti o forse semplicemente di anni di serie fantasy e saghe varie. Eppure questa prevedibilità non ha influito negativamente sulla mia esperienza di lettura. La storia resta coinvolgente, il ritmo è serrato e la tensione non viene mai meno, anche grazie al conflitto interiore di Nikolas, sempre più schiacciato dal peso dell’eredità degli Yazdan, dal richiamo della Fiamma e dal suo amore per Vasili.

Parallelamente, anche Vasili continua il suo percorso di crescita, trovandosi costretto a mettere in discussione il proprio bisogno di controllo e a comprendere cosa significhi davvero amare qualcuno.

La parte che ho apprezzato di più è stata proprio l’evoluzione del loro rapporto. Dopo tanta diffidenza, scontri e sofferenza, vedere Nikolas e Vasili affrontare insieme le difficoltà e scegliersi finalmente l’un l’altro è stato estremamente appagante. Gli enemies sono ormai diventati lovers a tutti gli effetti, e ogni loro momento condiviso acquista un peso emotivo ancora maggiore proprio grazie al percorso fatto fin qui. Anche se ancora non si possono considerare una coppia convenzionale e rilassata.

Il finale, poi, è stato esattamente ciò che pensavo, dolce, romantico ed emozionante, ma anche un po’ malinconico, una conclusione che rende giustizia ai protagonisti e chiude il loro viaggio con il giusto equilibrio tra sacrificio, speranza e amore. Forse non il volume più sorprendente che io abbia mai letto, ma sicuramente una degna conclusione, capace di lasciarmi con il sorriso e un pizzico di nostalgia.

 

Dani

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