
Noa Mikado è un’art designer brillante e imprevedibile, una ragazza che vive ribellandosi alle regole, sospesa tra slanci creativi e abissi emotivi. Per suo padre, però, Noa non è solo una figlia da controllare: è una pedina. Un matrimonio di convenienza con la potente famiglia Miyazawa è l’occasione perfetta per consolidare il suo potere. Il prescelto è Naoki Miyazawa, un uomo d’affari che ha costruito la propria vita sulla disciplina e sul controllo, fino a cancellare ogni impulso personale.
Il loro primo incontro, in un bar semivuoto di Tokyo, è una prova. Tre regole per sopravvivere alla loro unione di convenienza: niente innamoramento, libertà assoluta, nessuna bugia. Una transazione semplice. O almeno così sembrava. Tra Tokyo e New York, la convivenza forzata fa emergere crepe che nessuno dei due aveva previsto. Più cercano di mantenere le distanze, più qualcosa li trascina l’uno verso l’altra: non l’amore, non ancora, ma un riconoscimento profondo, quasi primordiale. Due anime che si sfidano, si temono, si riflettono.
Quando il passato di Noa torna a reclamare il suo debito e le barriere di Naoki iniziano a cedere, le regole diventano una trappola mortale. E ciò che doveva essere un accordo di convenienza si trasforma in un campo di battaglia emotivo dove entrambi rischiano di perdere l’unica cosa che non era inclusa nel contratto: il cuore. Un romanzo intenso, psicologico e magnetico. Una storia di potere, vulnerabilità e desideri che nessuna regola può contenere.

Una meravigliosa favola di salvezza, dove due anime trovano la pace incastrando i propri silenzi nel caos.
Noa è la figlia ribelle di cui Mikado-san ha deciso di sbarazzarsi.
Naoki Miyazawa è cresciuto con la finanza nel biberon: serioso fin da piccolo, dedito solo al lavoro, con una famiglia che spera che una donna al suo fianco possa finalmente sciogliere quella corazza da robot che si è costruito addosso.
“Sua madre parlava di ‘vuoto’. Per lui, era semplicemente ordine.”
Un matrimonio d’interesse tra rampolli di famiglie di spicco giapponesi, due ragazzi opposti come il giorno e la notte: lei, brillante art designer, lui, CEO nell’azienda di famiglia. Il patto stipulato tra i promessi sposi parla chiaro: convivere come soci in affari, senza alcun coinvolgimento emotivo.
Ma il caos di Noa travolge l’ordine maniacale di Naoki, portando colore, vita e una prospettiva del tutto nuova. Allo stesso tempo, lei prova la gioia di sentirsi finalmente vista, considerata e protetta come non avrebbe mai sperato.
Il controllo che l’uomo ha sempre preteso su ogni aspetto della sua vita viene messo a dura prova. I desideri che bussano al cuore si scontrano con il rigore, dando vita a una battaglia intima tra passione e rispetto. L’inesperienza nelle questioni sentimentali (con il suo carico d’ansia e aspettative) complica ancora di più le cose.
“Si stava soltanto lasciando naufragare in quel calore improvviso, un calore che non aveva mai osato sperare di ricevere.”
L’unica certezza per il CEO è che la sua esistenza è entrata in una fase nuova. La giovane si incastra perfettamente nei suoi giorni e Naoki si renderà conto che, senza la sua Noa, gli avanzerà un Ki (una vita) di cui non sa più cosa fare. Quello che prima considerava il suo unico interesse ora è solo tempo perso lontano da lei, una ragazza che ostenta arroganza solo per nascondere fragilità profonde e cicatrici mai rimarginate.
Saranno proprio le conseguenze di quel vecchio trauma, unite all’influenza tossica di un padre padrone, a farla sprofondare di nuovo nell’abisso dei suoi demoni. Noa si rifugia nella sua arte, negli istanti che ferma con l’obiettivo, nei tessuti che prendono forma creando testimonianze: un espediente disperato per tenere a distanza l’oscurità.
«Se mi fermo, lei torna. Se rallento, il vuoto mi raggiunge.»
L’orgoglio, la paura, la vergogna, il rigore… tutto ciò che può mettersi tra loro, credetemi, lo farà. Ma ad un certo punto entreranno in gioco alleati saggi e silenziosi pronti a dare una scossa a una situazione sempre più statica (e tragica), trascinandoci in un vortice di emozioni.
Ormai lo sapete che ho una passione smodata per questa autrice, tanto da essermi candidata come beta reader per far parte del suo meraviglioso processo creativo. Il romanzo che mi ha consegnato era già perfetto così: personaggi tangibili, intensi, di quelli che adotteresti all’istante.
L’evoluzione del loro rapporto è lentissima e drammatica, uno sllllooooooowwww burn da batticuore costante. La narrazione in terza persona ci colpisce senza sconti con la sofferenza di Noa e la rigidità di Naoki, mostrandoci il gelo di casa Mikado a Tokyo, contrapposto alla vivace inclusività dei Miyazawa a New York. Ci si emoziona dietro ai desideri della ragazza, che corrono a una velocità direttamente proporzionale all’imbarazzo di lui.
È una storia incantevole, una favola moderna che intreccia tradizioni e filosofie lontane e ci apre gli occhi su valori che spesso abbiamo smarrito. Jennifer non regala i suoi “lieto fine”: ce li fa sudare e bramare nell’angoscia. Ci illude con un sogno per poi infrangerlo con crudeltà, ci fa annaspare nell’incubo insieme ai suoi personaggi, per poi farci aggrappare al barlume di un’opportunità ed esultare quando ogni cosa trova finalmente il suo posto.
Questa autrice mi devasta. Ogni. Singola. Volta. Un romanzo stupendo che vi consiglio con tutto il cuore.
«Sei l’unico uomo che mi ha dato le ali invece di cercare di tagliarmele.»



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