Recensione “Imperatori e Dei” di Gordon Doherty

 

 

 

 

378 d.C. L’orda di Fritigerno ha invaso la tracia e ormai solo una manciata di città fortificate resiste ai goti sotto i vessilli imperiali. Le poche legioni rimaste sono allo stremo e osservano dalla sommità delle mura lo scempio delle terre circostanti. I Goti sono padroni incontrastati di quelle zone perdute, e vagano saccheggiando impietosamente qualunque cosa. In attesa di partire con i rinforzi – nella speranza di un attacco combinato delle armate di Oriente e Occidente – il centurione Pavone e tutta la legione xi Claudia sono a Costantinopoli e si preparano per la resa dei conti. La guerra contro i Goti ha richiesto un prezzo altissimo a ognuno di loro, Pavone in particolar modo. Non si hanno più notizie di suo fratello Gallo, partito in missione per conto dell’imperatore Graziano. Sono in molti a credere che sia morto, ma Pavone rifiuta di darsi per vinto e preferisce dedicarsi ad affilare la sua lama. Il fato gli concederà l’occasione di uno scontro nelle pianure di Adrianopoli, uno scontro destinato a rimanere nella storia.


Un romanzo storico ha sempre il suo fascino, le emozioni che ne scaturiscono sono l’adrenalina in una battaglia, il senso di resa o vittoria sui nemici.

E poi ancora enfasi, coraggio, paura, forza.

La descrizione degli ambienti, dei costumi dell’epoca, amplificano le sensazioni e la tua voglia di protagonismo.

Un romanzo dove i centurioni fanno la battaglia e agli imperatori tessono le lodi, dove anche gli dei scendono sulla terra e la vittoria non è sempre così facile da raggiungere.

Ogni dettaglio viene descritto abilmente dall’autore, dai costumi alle tattiche militari, dalle armature all’uomo che le indossa.

La battaglia ti travolge e ti ritrovi a combattere sul campo di guerra in vesti romane.

Io amo lo storico, amo la storia e tutto quello che ne deriva, se l’autore è in grado di trasportarti dove neanche una semplice illusione o immaginazione riesce, allora il romanzo ha raggiunto il suo tacito obiettivo.

Non mi resta che suggerire la lettura di questo romanzo, dove le sensazioni vengono amplificate dal rumore delle spade, dove i brividi percorrono il corpo che trattiene uno scudo, dove l’armatura non riesce a trattenere la furia.

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