Recensione: “Il volo del Grifo” di Angelarosa Weiler

 

 

 

 

 

Una famiglia distrutta dalla guerra. Un padre aviatore “Grifo”, caduto da eroe. Una madre vedova, lontana. Una nonna austera. Una sorellastra nata già adulta. Sento di essere una nullità, per questo mi adagio all’ombra di persone forti. L’ombra dà riparo, ma è anche un limite da cui non si può volar via. Un fato curioso mi porta in un aero-club, imparo a percorrere le vie del cielo, ma la paura di vivere mi fa ricadere nell’ombra di un marito molto più grande di me. Poi la svolta: privata dell’ombra, sono costretta ad entrare in azione. Sbaglio, cado, mi rialzo, reagisco, sono costretta ad attaccare e lo faccio. Il seme di un padre impavido e caparbio germoglia e cresce.Grifo è di nuovo in volo.

Il racconto si snoda nella storia scritta in prima persona da Angelarosa. Una donna nata alla fine della seconda guerra mondiale che porta con sé tutte le paure che ci si porta dietro alla  fine di un conflitto. La madre rimasta vedeva prima ancora che lei nascesse, una nonna autoritaria che le impone lo stile di vita ,  pensieri cupi e lei con il suo fragile carattere.

Tra le parole del romanzo sembra prendere vita una dolcissima e straziante lettera indirizzata ad un amico di penna. Descrive in maniera dettagliata la sua vita dalla nascita, alla paura di crescere, all’inadeguatezza di vivere in un mondo che non la capisce, che non la vuole capire. Si ritrova a studiare e a far un lavoro che non la appaga solo per scelta altrui. Questo senso di inettitudine l’accompagna in gran parte della vita fino alla sua decisione di sentirsi finalmente libera tra le nuvole. Ma anche qui la scelta non sarà sua, l’uomo che ama sceglierà per lei. Un uomo che la saprà sostenere nelle scelte o che sceglierà per lei anche nelle decisioni più intime ? E proprio quando si tocca il fondo che risalire è la scelta più ardua da fare. Angelarosa sarà in grado di farlo? Saprà, nel buio, trovare la forza e la tenacia per ritrovare la luce? E se le ali del grifo si aprissero nuovamente per alzarsi in volo in un giorno di tempesta?
“C’è un tempo e un luogo giusto per il principio e la fine di ogni cosa”.

La forza della vita, la fede di una donna, la caparbietà contro un sistema inetto, mal funzionante, questi gli argomenti trattati con cura e un linguaggio schietto, semplice, descrittivo. Il senso di malinconia e di forza al tempo stesso saranno gli ingredienti principali di questa ricetta. Lo consiglio vivamente a chi nella vita vuole trovare un senso, a chi cerca ancora se stesso, a chi sta affrontando delle prove, a chi non ha perso mai la speranza, a chi semplicemente vuole leggere la storia di una donna fragile a cui la vita quando meno te l’aspetti offre la sua opportunità.

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