Recensione “Il terzo gemello” di Ken Follett

 

Una giovane scienziata sta svolgendo una ricerca sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli. Improvvisamente, quando scopre due gemelli assolutamente identici , ma nati da madri diverse, si accorge che qualcuno sta cercando di fermarla in tutti i modi. Perché le sue indagini mettono in allarme una società di punta nel campo della biogenetica? E’ possibile che esperimenti segreti di clonazione siano stati condotti su cavie umane inconsapevolmente? E in che modo è coinvolto nella vicenda anche un candidato alla presidenza degli Stati Uniti?

 

Il romanzo mi ha fatto pensare alla rosa dei venti: molteplici le direzioni. Seppur dotate di vita propria esse convergono verso un unico progetto, progetto che non è dato dalla mera sommatoria delle singole direttrici. C’è un quid in più.

Ci giunge a supporto la funzione matematica citata dalla ricercatrice Jenny nelle prime pagine: l’equazione suggerisce, nel caso in ispecie, che il totale potrebbe essere maggiore della somma degli addendi. Sta al lettore il compito di scoprirlo, sta all’autore il compito di fornire la chiave di lettura, il codice interpretativo per far comprendere la profondità del testo, il sapore delle parole. Follett non esita ad attingere a una pletora di personaggi: c’è il politico, il professore, lo scienziato, lo studioso, ma anche lo studiato, il criminale, la vittima.
Intrigante il titolo, enigmatica l’immagine scelta per la copertina del libro, vivace la Baltimora che fa da palcoscenico. Siamo nel 2000 ma non mancano riferimenti alla Russia degli anni ’70, alla Casa Bianca, al Pentagono, l’edificio governativo formato da cinque anelli concentrici collegati da dieci corridoi disposti come i raggi di una ruota. L’immagine sembra ricalcare quella da me citata all’incipit dello scritto.
Poi tutto cambia, giungono i colpi di scena, essi si susseguono, ancorché frammisti da dettagli di cui Follett non lesina. Ma la lettura scorre veloce, tanta è la voglia di giungere alla soluzione del caso, all’epilogo del libro.

 

Anna

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