Recensione “Il teorema del tempo perso” di Simona Sparaco

 

 

 

 

Svevo Romano è il classico uomo che nessuna donna vorrebbe mai incontrare sul proprio cammino: narcisista e superficiale, è all’apice della carriera, subissato di impegni, e trascorre le sue serate nei locali più esclusivi, tra eccessi e donne da capogiro. Finché un giorno, all’imbarco di un aereo che deve portarlo dalla bellissima amante parigina, la mente comincia a giocargli un brutto scherzo: la sua percezione del tempo subisce un’improvvisa accelerazione. Svevo si ritrova costretto a una frenetica corsa per salvare tutto quello che ha sempre ritenuto importante, ma il tempo sembra spazzare via ogni cosa, facendo luce su un passato difficile e sullo squallore della sua esistenza. A correre in suo aiuto quando tutto sembra perso è lo sguardo di una sconosciuta, una donna molto diversa da quelle di cui si è circondato finora. Con lei, come per incanto, il mondo rallenta, e la vita sembra acquistare un significato che va ben oltre i confini del tempo e dello spazio.


Ci soffermiamo mai a pensare al tempo, a dare il giusto peso e la giusta importanza al fattore “Tempo”?

Lui scorre, inesorabile, incurante, incessante, veloce o lento, scorre e noi viviamo sulla sua scia, viviamo del suo tempo, sul nostro tempo a disposizione, cercando di correre alla sua stessa velocità.

“Tu signor tempo, Tu intanto mi osservi, discreto come un angelo custode. Mi lasci fare, mi lasci credere di poterti governare, ma intanto mi consumi ogni giorno… Godendoti lo spettacolo della mia disfatta.”

Viviamo in funzione del tempo, viviamo beandoci e illudendoci che abbiamo il tempo in pugno, che noi siamo capaci di dare valore al tempo, la giusta collocazione, il giusto scorrere.

Illusi.

Questa è la storia di Svevo, superficiale uomo dedito alla carriera, ai suoi eccessi in droghe e donne.

Ma un giorno in viaggio su un aereo per lavoro ecco che il Tempo sfugge al suo controllo, “sono salito su quell’aereo e mi si è sconvolta la percezione del tempo.”

“ho paura! – paura di cosa, dottore? – Del tempo”.

Ecco che inizia a prendere le distanze, percepire il valore del tempo, darne un peso giusto o sbagliato che sia “Ora vedo tutto con disarmante nitidezza. Siamo come bolle fluttuanti, incapaci di comunicare. Soggiogati dalla paura di esplodere, rifiutiamo ogni vero contatto.”

Un incontro incapace di dimenticare, quegli occhi, quei riflessi nei capelli, un angelo che ha sconvolto la sua esistenza Isabelle.

“Ora la mia unica urgenza sei tu, Isabelle. Voglio vedere se riesci a rallentare tutto ancora una volta… Ti sembrerà illogico, ma ho la sensazione che tu possa durare per sempre e al tempo stesso non essere successa mai.”

Un libro che ha molto da offrire, che dà molto su cui riflettere, noi semplici pedine del tempo, noi atleti della vita, noi che non ci fermiamo mai, il tempo è denaro, il problema e la vera unica certezza è che il tempo siamo Noi.

“Non era il tempo a correre, ma la mia vita. E non è stato il tempo a fermarsi, ma i miei occhi quel giorno all’aeroporto, sul suo volto.”

Avremo anche noi un Per sempre… mai?

“Io non so cosa sia l’amore, non ci ho mai creduto. Ma ho creduto in te dal primo momento che ti ho vista. Nel potere di cambiarmi, di farmi vedere le cose in un modo diverso.”

Un libro per noi, un libro di noi, un romanzo che racchiude la nostra intera esistenza, i nostri valori giusti e sbagliati, le nostre priorità.

Correte a leggerlo, vi lascerà a bocca aperta, con un’altra visione del Tempo.

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