Recensione “Il taccuino della vergogna” di Frank Gramuglia

 

 

 

A Federico piace troppo il sesso per credere nella monogamia. Le donne sono la sua ossessione. È cinico, indolente, disincantato e diretto. Gramuglia ci racconta la sua storia con uno stile asciutto, ironico e dannatamente vero. “A quell’ora c’erano solo i furgoni dei netturbini che scendevano infreddoliti a scaricare la spazzatura. Solo allora, osservandoli, capivo che non ero l’unico stronzo ad averlo preso in culo dalla vita. Ma ora tutto ciò era lontano. Avevo un lavoro dignitoso che mi toglieva la libertà, ma mi forniva il denaro”.

Irriverente gia dalla copertina. Di certo è d’impatto.

Basta leggere la sinossi per comprendere immediatamente la tonalità del linguaggio utilizzato dall autore.

Mi reputo una persona profondamente ironica e autoironica e mi sono sentita subito in sintonia con questo autore di cui non conoscevo minimamente l’esistenza… Eh, ma ora che l’ho scovato dove scappa?

Un libro che si divora in una giornata, una raccolta di aneddoti raccontati con ironia, con un simpatico cinismo, una raccolta che imprime nel lettore un’istantanea tipo polaroid dell’epoca in cui viviamo. Non usa photoshop o ritocchi particolari, non utilizza filtri di alcun tipo, trasmette perfettamente l’immagine di cio che siamo senza fronzoli o salamelecchi inutili.

Un autore che ci presenta la realtà dei nostri giorni, senza timore di dire esattamente come stanno le cose, anche a costo di farci male.

Una lettura che ci fa sorridere ma anche riflettere, che ci lascia con un sapore tra le labbra di fiele e di cioccolato.

Mi ha fatto sbellicare dalle risate ma mi ha anche messo tristezza.

Viviamo sempre di corsa, soffocati dall’ansia e dalla “sindrome da prestazione” per tutto quello che facciamo o che vorremmo fare. Siamo terrorizzati da ogni nostro passo, tanto che non abbiamo piu nemmeno il coraggio di pensare e riflettere.

Questo autore utilizza una dialettica diretta, cruda, audace, schietta ma, senza alcun dubbio, sincera, pagina dopo pagina. Vi garantisco che non leggerete mai nessuna menzogna ma solo nuda e cruda verità, servita su un piatto di carta, senza tovaglioli per pulirsi la bocca, come se fosse un pasto fugace.

Finalmente un romanzo che da’ voce a quelle sensazioni che tutti abbiamo dentro e che spesso non abbiamo il coraggio di esprimere per una sorta di pudore sociale che tende ad autocensurarci.

Sia ben inteso che un testo di questo genere potrebbe risultare offensivo per persone con scarso senso dell’umorismo o sovraccariche di falsi pudori emotivi o a chi è dotato di una forte sensibilità letteraria.

Non posso negare di aver assolutamente condiviso la spudorata ed onesta freddezza con cui l’autore descrive le sue percezioni. Gramuglia è uno di quelli che emerge e si distingue da quel genere di autori stereotipati e misurati che tendono a scrivere solo ciò che il lettore vuole leggere e non quello che ha il coraggio e l’audacia di raccontare.

Consigliatissimo da leggere con la leggerezza nel cuore. Vi garantisco che andrete a dormire con la testa leggera ma con il cuore pesante dopo le numerose riflessioni che sarete costretti a fare.

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