Recensione “Il segreto di vicolo delle belle” di Marika Campeti

 

 

 

 

 

“Il segreto di vicolo delle belle” ci guida in un viaggio nella medina di Tangeri dove Sarah, una ragazza in fuga dal passato, cerca di guarire le ferite dell’anima intrecciando una relazione con Hossam: un misterioso tessitore di tappeti che le farà vivere i preparativi del matrimonio berbero, travolgendola in una passione accecante. Ma la malattia di sua nonna Sofia richiamerà Sarah in Italia, e la metterà sulle tracce di un doloroso segreto celato trai vicoli antichi della città di Terracina. È proprio lì che andrà, per scoprire la verità sul passato della nonna, respirando il polveroso odore di un segreto impronunciabile. Il 4 settembre 1943 la città di Terracina veniva attaccata dal cielo: sotto i bombardamenti i destini di due donne si intrecceranno per sempre. È Nina a lasciare le tracce di un peccato inconfessabile: una donna nascosta tra le alte scale di vicolo delle belle, che tesse senza pietà il destino delle generazioni future. Una storia carica di tensione e colpi di scena, passioni clandestine, lussuriosi sospiri, amori impossibili, radici negate e prigioni invisibili. Riuscirà l’amore a perdonare tutto?

Questo meraviglioso romanzo è la rappresentazione dell’amore in ogni sua forma, che sia per un amante, un amico, un genitore, un nonno o un figlio, una città.

L’autrice riesce a farti innamorare dei tanti personaggi che si susseguono, ognuno con la sua identità ed esperienza, ma in fondo con la stessa storia.

Marika Campeti sa scrivere e lo fa senza troppe pretese, mettendo nero su bianco parole che diventano poesia. Riesce a farti avvertire odori, gustare i sapori e a farti vedere i colori in tutte le loro sfumature.

Non so se si capisce che ho amato questo libro.

Ho riso e ho pianto, ho sofferto con Nina e Rosa e ho tifato per loro.

C’ero anche io a Terracina a cercare il fratello perduto di Sofia insieme a Sarah e Gianni. Mi sono sentita tradita e mi sono arrabbiata con chi ha fatto del male ai miei amati personaggi, ma ho anche perdonato tutti, tranne Pino.

La frase “Qui a Terracina niente è come sembra” descrive perfettamente il romanzo. Le storie dei personaggi si alternano e intrecciano in modo tale da far pensare ad una possibile soluzione, ad un incontro che non sempre accade come ci si aspetta.

Ogni storia ci regalano qualcosa, ci fa crescere e capire che “Il disegno si deve completare, e solo io posseggo la matita”.

A volte la vita ci dà delle possibilità che non riusciamo a cogliere al momento opportuno.

Questo romanzo fa capire che siamo noi a dover decidere cosa è meglio per noi, che sia con le nostre mani o con l’aiuto delle persone che abbiamo intorno.

SENSUALITA’:

RECENSIONE A CURA DI: firma Claudia

EDITING A CURA DI:

La nostra votazione

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