
È un uomo cattivo, e non intendo un bastardo come può esserlo un ex fidanzato. Voglio dire che è cattivo sul serio, un tipo pericoloso. Basta guardarlo per capirlo: occhi neri, un cipiglio minaccioso e un naso che in passato deve essersi rotto più volte.
È il mio arcinemico, la mia nemesi. La mia ossessione.
Quando ci siamo conosciuti ho avuto paura di lui. Mi ha preso contro la mia volontà e mi ha incatenato a un letto. Si è permesso di fare una cosa del genere proprio a me, a Damon Alexander Beckett della BeckIT. Beh, peggio per lui, perché ora la mia missione di vita sarà distruggerlo. Ma prima devo sopravvivere alla cattività. È costantemente insieme a me. Non smette mai di guardarmi. La sua presenza imponente e virile non è mai a più di qualche metro di distanza, studiando il mio corpo con quei suoi occhi scuri e luccicanti.
Quando mi ha fatto una proposta indecente, sono rimasto scioccato e indignato. Com’è giusto che sia. Seriamente, che faccia tosta.
Ovviamente dovrei dirgli di no. Sarebbe normale. Ogni persona sana di mente gli riderebbe in faccia.
Quindi perché mi sto inginocchiando?

Hi Readers Sale e Pepe,
Oggi vi parlo di “Il Santo” di Jesse H. Reign.
Questo libro è… ingannevole.
I trope che l’autrice riporta sono:
- Light BDSM, c’è UNA SOLA SCULACCIATA, ora, light va bene, ma definire quello che succede tra Saint e Damon anche solo minimamente bdsm mi pare eccessivo.
- Enemies to lovers (but still enemies), NO. Questo è semplicemente No. Se battibeccare come adolescenti, farsi i dispetti e enemies to Lovers io sono Angelina Jolie. Il vero Enemies to lovers è tutt’altro.
- Tematiche dark, quel poco che c’è è del tutto inutile, i due si conoscono durante un rapimento, che dura la bellezza di quattro pagine e poi finisce a tarallucci e vino. Diciamo che, se si fossero conosciuti in un bar, l’intero libro non sarebbe cambiato.
- Spicy, forse l’unico che veramente è attinente. Di sess0 ce n’è in abbondanza, anche ben descritto, se devo dire, però non può essere solo quello a tenere su un libro.
Ora, dopo aver distrutto i trope, penserete che io abbia odiato questo libro, ma in realtà non è così.
Mi ha dato immensamente fastidio, però, trovarmi davanti un libro diverso da quello che avevo chiesto, anche perché l’avevo fatto proprio per gli argomenti.
Detto questo, non è male come romanzo, ma è un semplice contemporaneo spicy con una sfumatura “forte” data dal lavoro anormale che fa Saint, l’assassino.
La coppia in sé è molto carina, sono divertenti da leggere, perché i loro battibecchi sono leggeri, c’è un flirt continuo e il giusto equilibrio tra sentimenti e sess0.
Non c’è un particolare approfondimento psicologico dei due protagonisti, ma i loro caratteri sono comunque ben definiti e insieme funzionano.
Ma la “storia” vera è propria è… Non c’è trama, è tutto prevedibile, scontato e banale.
Insomma, carino, ma mi aspettavo di più.
Ritorno un attimo sulla questione trope, io capisco che ormai bisogna mettere etichette su tutto, se c’è un accenno di qualcosa, si mette il trope in elenco. Se non c’è un’etichetta sembra che non riusciamo a scegliere, e io sono la prima che si fa condizionare, ma una storia è una storia, definirla non è sempre utile, in casi come questo è controproducente.




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