Recensione “Il riscatto della felicità” di Lilian Mcrieve

 

Rossana Conti è una curatrice d’arte e sogna di poter trasformare questa sua passione in un lavoro a tempo pieno. Dopo anni a barcamenarsi tra gavetta e lavoretti per mantenersi, finalmente le si presenta l’occasione della vita: firmare una mostra con il suo nome.
Peccato che la luce sulla carriera di Rossana dipenda dalle ombre di Riccardo Maggioni.
Fotografo di talento, deciso a mostrare il proprio sguardo sul mondo attraverso i suoi scatti, Riccardo torna a Milano dopo essere fuggito da un’infanzia difficile, lasciandosi dietro una famiglia che gli ha inflitto ferite profonde… e Rossana.
Lei è l’ultima persona che si aspetta di trovare al suo ritorno.
Un incontro, il loro, dopo otto anni di vuoti e silenzi. Ma nemmeno quelli sono riusciti a cancellare ciò che c’è stato tra i due. E ora che si trovano a collaborare per forza, non c’è via di fuga: ogni paura dovrà essere affrontata. Soprattutto quelle radicate nel cuore di Riccardo.
Riuscirà la luce di Rossana a rischiarare le tenebre dentro di lui?

 

Prima o poi l’amore ritorna, fa dei giri immensi, ma poi ritorna. Ed è così che, dopo anni di lontananza, di rabbia e ricordi sbiaditi, i due protagonisti si ritrovano nella stessa stanza, pardon, stessa mostra, a lavorare fianco a fianco.

Rossana è la curatrice d’arte per la mostra fotografica di Riccardo, un nome che è rimasto intatto dentro quel cuore martoriato.

Lavoro, solo lavoro, un mantra che ripete ogni giorno per convincersi e non cadere in tentazione, ma quando i sentimenti ritornano troppo prepotenti ecco che la ragione si perde del tutto e cedere è il primo passo falso.

Un second chance che si lascia assaporare lentamente, che fa sorridere tra le lacrime e  fa ritrovare la ragione d’essere in mezzo a quei ricordi.

 

Anna

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