
Griffin non avrebbe mai immaginato che un semplice bacio potesse cambiare tutto. E soprattutto non con lei: Nadia Dalca, la sorellina del suo migliore amico, quella che lui ha sempre considerato off-limits per definizione. Troppo giovane per lui, troppo luminosa per la sua vita fatta di silenzi. Eppure è successo. Una notte qualunque, in un bar, si sono trovati vicini. Un attimo sospeso, uno sguardo che diceva più di mille parole e poi quel bacio. Inaspettato, impossibile da dimenticare. Da quel momento, Griffin non riesce più a smettere di pensare a Nadia. È la donna che lo disarma senza provarci, quella che gli fa tornare la voglia di ridere, di sentirsi vivo, di rischiare. E ogni volta che prova a ricordarsi tutte le ragioni per cui dovrebbe starle lontano, lei gli sorride e quelle ragioni svaniscono una dopo l’altra. Nadia, dal canto suo, non ha mai creduto alla versione che il mondo ha cucito addosso a Griffin: il burbero, l’eremita, quello che non si lascia avvicinare. Lei ha visto altro. Ha visto l’uomo che tiene tutti a distanza perché ha paura di ferire ancora. L’uomo che non si crede degno di essere scelto. Avvicinarsi significa rischiare tutto: un’amicizia, una promessa, un equilibrio già fragile. Eppure, nonostante mille buone intenzioni, è impossibile fermarsi…

Mi sarei aspettata la storia di Nadia Dalca e, sinceramente, trovarmi Griffin come protagonista, è stato uno shock da urlo!
Ogni coppia della serie è una sorpresa, insieme fanno scintille, ho deciso: voglio un Griffin nella mia vita.
Un bacio, un errore, la sorellina del suo migliore amico che diventa pura ed eterna ossessione.
“Griff Sinclaire. L’uomo che mi ha tolto il fiato con un bacio nel bagno di uno squallido pub se n’è andato facendomi sentire irrimediabilmente infantile.”
“Nadia Dalca è come una scheggia sotto la mia fottuta pelle, conficcata in profondità per essere estratta. È fastidioso. Fiore di campo. Non vuole essere domata, e non dovrei nemmeno provarci.”
Ci troviamo davanti a un age gap ed io in queste situazione ci sguazzo, amo queste storie off-limits, amo quel “voglio e non posso”, quell’attrazione irrefrenabile da domare, da calmare, quel pensiero fisso da schivare.
Griff è un uomo di poche parole, il classico montanaro selvatico che si esprime con grugniti e ringhi, che odia il caos, ama la sua terra, il suo rifugio, esce di rado dalla sua zona comfort, eppure con Nadia qualcosa scatta, qualcosa lo porterà a uscire dal guscio, a guardare oltre e a sentire molto di più; l’istinto protettivo prenderà il comando e sarà pura magia.
Attendevo la parte dove le rughe vicino ai suoi occhi si increspano in uno sorriso, perché io mi perdo in quell’abisso…
“Mi ha detto che una volta è un incidente, ma due volte è un errore. Io. Un errore?”
Senza più certezze ma solo traumi da elaborare, una vita da rifare, un copione da riscrivere, rimettersi in gioco e guardare il futuro da un’altra prospettiva; e poi c’è lei che del suo futuro incerto non si preoccupa, che gira in tondo alla ricerca di se stessa e di una protezione che non ha mai avuto. E se fosse solo bisogno? Un riflesso del suo passato a portarla tra le sue braccia?
Lasciarla libera è l’unico gesto d’amore, lasciarla vivere sarà la sua agonia e una prova.
“Ho paura perché voglio darti il mondo ma so di non poterlo fare. Non ancora.”
E ancora.
“Dammi solo il qui e ora. Dammi un giorno alla volta. Con te saranno sempre migliori.”
Innamorarsi di una fottuta pazza…
“Voglio vedere l’uomo che puoi diventare quando uscirai da sotto tutta quella vergogna, da tutto quel dolore che hai sepolto. Meriti di partire da zero, Griffin. Meriti di essere felice, e non posso essere io l’unica a renderti tale. Non voglio essere il tuo antidoto. Voglio essere la tua motivazione. Non è un addio. È un addio per ora.”
Ho pianto a quelle parole, mi sono commossa per quell’amore capace di essere altruista e non pensare solo a se stesso, ho sofferto per quella montagna invalicabile da scalare.


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