Recensione “Il diavolo che conosci-The Devils vol. 3” di Elizabeth O’Roark

 

Ogni lunedì mattina il diavoletto che di solito alberga nel mio petto sotto forma di deliziosa fiamma mi spunta sulla spalla. E ogni volta mi sussurra all’orecchio una sfilza di suggerimenti che ignoro perché ognuno di essi riguarda Ben Tate.

Ben, ladro di clienti, nemesi, avvocato che butta donne nullatenenti in mezzo alla strada. Ogni maledetto lunedì si siede davanti a me con un adorabile sorriso compiaciuto sul volto e i denti troppo perfetti, il simbolo vivente di tutto ciò che detesto.

È mia abitudine evitarlo, ma quando ci viene affidato un caso che potrebbe cambiare entrambe le nostre carriere, faccio un’eccezione. Il che presuppone molti fine settimana e serate al suo fianco. Sopportare il suo sorrisetto e la sua lingua tagliente senza abboccare all’amo.

Fino alla sera in cui mi ordina: «Implorami.»
E il diavoletto sulla spalla decide di fare a sua volta qualche richiesta.

 

Quando si ha un’attrazione proibita per il collega che si detesta, be’… la ragione farà letteralmente a botte con gli ormoni.

Un office romance ambientato nel mondo degli studi legali a Los Angeles. Gemma è un avvocato (mi rifiuto di usare il termine avvocata, scusatemi) con all’attivo numerose cause a difesa delle donne. Dai colleghi viene soprannominata “la Castratrice” in modo poco amichevole, ma per lei essere spietata è una virtù; dall’alto dei tacchi delle sue amatissime scarpe, è in piena corsa per la promozione a partner dello studio.

“L’unico modo per sconfiggere un mostro è trasformarsi in uno di essi.”

Ben è il classico avvocato senza scrupoli: sa di essere maledettamente attraente e distribuisce i suoi “favori” con generosità tra le esponenti del mondo femminile.

Gemma, dal canto suo, non si risparmia: lavora sette giorni su sette e il poco tempo libero lo divide tra appuntamenti rimediati sulle app e l’ampliamento della sua vergognosa collezione di scarpe. Ha scelto questa professione per via di un trauma infantile quando, all’udienza di divorzio dei genitori, la madre non ricevette un’assistenza legale adeguata. Da lì è nata la sua missione: difendere le donne, che sia a parcella piena o pro-bono.

Considerando che le sue uniche frequentazioni sono la madre e l’amica Keeley, è abbastanza normale che i suoi desideri finiscano per vagare proprio nel posto in cui passa la maggior parte del tempo: l’ufficio. Ben le è piaciuto fin dal primo giorno, ma il “furto” di un cliente da parte di lui ha fatto scattare una guerra fredda a base di battute acide. La mente di Gemma, da donna tutta d’un pezzo, ha già pianificato il futuro perfetto nei minimi dettagli, compreso l’ideale di uomo che vorrebbe al suo fianco: uno da film della Hallmark, insomma.

“Non mi vedo con qualcuno… uguale a me. Ho bisogno che uno dei due sia una persona perbene.”

Ma sappiamo bene che la vita si diverte a metterci lo zampino e a farti trovare l’uomo giusto nel corpo dell’esatto opposto di ciò che avevi programmato. Così, quando si ritroverà a collaborare con Ben a un caso, le sue fantasie partiranno per la tangente.

Il romanzo evidenzia la fatica che le donne devono fare per mantenere una credibilità che ai colleghi maschi viene spesso data in regalo; mostra come certi ambienti continuino a essere dei “club per soli uomini”, dove ci si protegge a vicenda a scapito delle donne, pronte a essere marchiate pur di farla passare liscia a qualcun altro.

La narrazione dal POV singolo di Gemma ci aiuta sicuramente a comprendere i suoi turbamenti, i blocchi e i preconcetti che la guidano. Ben, invece, lo scopriamo solo attraverso i suoi occhi e, pagina dopo pagina, acquisterà punti e spessore.

Un romanzo carino, forse non il migliore della serie (ma è un mio limite non amare particolarmente i romance a sfondo legale). È stata comunque una lettura piacevole e scorrevole, con un’ottima tensione e una protagonista che sa come tenere la relazione sulla graticola… e di sicuro è spicy, molto spicy!

 

Anna

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