Recensione “Il circolo Freud” di J.C. Maetis

 

: Le prossime parole che scriverà potrebbero essere le ultime. Vienna, 1938. Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista, Mathias e Johannes, due cugini di origine ebraica e affermati scrittori, sono costretti a lasciare la loro casa e i loro libri. Grazie all’aiuto di un agente letterario e di un poliziotto, riescono a scappare dalle implacabili SS e a cambiare identità, ma non è sufficiente. Johannes viene catturato e imprigionato nel campo di sterminio di Sobibór, dove la sua unica possibilità di sopravvivere è legata a un’inaudita richiesta del comandante nazista. Ogni giorno, però, il rischio di essere giustiziato incombe su di lui, mentre Mathias è ancora a piede libero, pur dilaniato dalla preoccupazione per le sorti del cugino. In tutto questo, il pericolo di essere scoperto a sua volta si fa sempre più concreto… Eppure non ha intenzione di arrendersi senza combattere, e senza provare a salvare la vita di Johannes. Quando tutto sembra perduto, c’è ancora spazio per la speranza? Uno vive per scrivere. L’altro scrive per sopravvivere. «Ho sentito il dovere, per questo libro, di usare il cognome originale di mio padre, Maetis, poi trasformato in inglese in Matthews. La mia famiglia paterna lasciò la Lituania per raggiungere Londra nel 1919 all’inizio delle persecuzioni ebraiche, ma molti dei loro parenti morirono durante l’Olocausto. È il motivo per cui questo libro mi sta molto a cuore» (J.C. Maetis).

 

Vienna 1938, Mathias Kraemer fa parte da cinque anni del Circolo di Freud, un gruppo di scienziati, filosofi, psichiatri e scrittori fondato da Sigmund Freud, Morris Schlick e Edgar Zilsel alla fine degli anni Venti.

Assieme al cugino Johannes, statista e matematico, partecipano attivamente a riunioni, seminari e incontri di studio del Circolo.

A seguito delle leggi razziali e ai primi segni di deportazione ebrea, i due cugini riescono, grazie all’aiuto di amici, a fuggire, ma Johannes verrà in seguito catturato.

I pensieri e le vicende verranno raccontate in questo libro che di avventura ha ben poco, ma solo fughe, ansia, preoccupazione e uno spaccato di storia che mette i brividi.

L’unica meta da raggiungere è la liberazione di Johannes, sarà la scrittura a tenerlo in vita, forse sopravvivere è il concetto giusto.

Dinamico e scorrevole, seppur a tratti cruento, indimenticabile in ogni suo passaggio, storicamente impeccabile, testimonianze realmente vissute, dove l’arte e la scrittura gioca bene le sue carte.

 

 

firma Claudia

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