
Vicino a Seoul, da qualche parte nel quartiere dei ristoranti di una città di recente sviluppo, c’è un vicolo minuscolo, largo a malapena da permettere a due persone di camminare l’una di fianco all’altra. Alla fine di questa stretta viuzza c’è un banco dei pegni con un gatto nero e un’anziana signora che ne è la proprietaria. Non è un banco dei pegni come tutti gli altri, questo è speciale, perché anziché denaro presta una cosa ancora più preziosa: il tempo.
Non a tutti, però, viene concessa questa possibilità; ognuno ha la propria aura, che può essere distinta per colore, e solo la proprietaria, in base a essa, può decidere chi è adatto o meno. Inoltre, il prezzo da pagare è molto alto: coloro che desiderano tornare nel passato per mutare qualcosa possono farlo, ma in cambio del tempo rimanente delle loro esistenze. Per alcuni questo non rappresenterà un problema, per altri l’orologio della vita giocherà a sfavore ed equivarrà a compiere una scelta determinante.

Un libro con un’idea e una trama abbastanza originali e una scrittura fluida e scorrevole.
In un vicolo minuscolo, un vicolo cieco, c’è un banco dei pegni speciale che, anziché concedere cose di valore e denaro, presta qualcosa di ancora più prezioso: il tempo.
Una proprietaria bizzarra e autoritaria che, in base all’aura della persona ne fa richiesta, decide di prestare o meno il tempo.
Varie storie si intersecano, molti personaggi passeranno per quello strano posto e tutti hanno una ben precisa richiesta: tornare nel passato; rivivere un preciso attimo per poter scegliere l’altra opzione ma, in cambio, dovranno cedere parte del loro tempo rimanente.
Un romanzo che fa riflettere, un libro che porterà a pensare “cosa sarebbe successo se avessi fatto qualche altra scelta?”. Ammettiamolo, tutti in cuor nostro abbiamo “quel” rimpianto e, se si potesse tornare indietro per scegliere l’altra opzione, cosa cambierebbe?
Ho viaggiato attraverso il tempo, sentendo lo scorrere degli anni, ho cercato anch’io, invano, di poter tornare a quell’altra scelta ma… non pensiamoci più, viviamo il presente.




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