Recensione “Il bacio che non ti ho dato” di Angela Contini

 

 

 

 

Marco Leonardi è un professore di Lettere e Filosofa in attesa di una prestigiosa cattedra all’università. Crede nell’amore a prima vista, o almeno all’attrazione a prima vista, ed è quello che gli succede quando incontra Stella a una festa di compleanno. Fra i due sembra nascere un’intesa, ma poi Stella sparisce senza nemmeno salutarlo. Stella Bonallevi è una giovane e promettente stilista con un passato scomodo. A ventinove anni decide di prendere il diploma di maturità che ha mancato da ragazzina per inseguire il suo sogno e, nell’istituto privato dove si è iscritta, si ritrova come professore di lettere proprio Marco. Non solo, Marco ha preso in affitto una stanza nella casa che lei condivide con le sue due zie. Al tipo di attrazione che provano entrambi non si sfugge, ma Stella fatica a lasciarsi andare. E se il destino avesse dei piani per loro? Sullo sfondo della campagna toscana, Marco e Stella stanno per imparare che, alla lunga, è impossibile ignorare quello che il cuore ci comanda.

La semplicità della Contini è il suo punto di forza. Una storia semplice e diretta, spontanea e allegra, l’amore spontaneo, surreale, “fulminato”, descritto nel libro ti fa ridere, rodere, piangere ed innamorarti del bel professore.

A me piace molto come scrive la Contini, mi ha lasciato di stucco con la serie Fantasy e ha confermato la sua bravura in questo romance.

“Tu mi hai stregato… Mi hai stregato sul serio!”

Questa volta è lui il subito innamoratissimo del libro, colui che cambia destinazione e luogo di lavoro, colui che prende un anno sabbatico per rincorrere lei.

“Volevo qualcosa di irripetibile.”

Lei un’alunna in ritardo, un’alunna che farebbe mangiare il fegato a qualsiasi professore in zona, per la sua stramba coniugazione dei verbi, per l’allegria e la spontaneità nelle battute e la lingua mai a freno.

“Non sei ferrata nei verbi e ogni volta che sbagli un congiuntivo mi viene voglia di suicidarmi.”

“Non vorrei mai smettere di guardarti. Sei talmente bella che ho paura tu non sia vera.”

E se poi a parlare è un professore di lettere, bello da perdere il fiato, intelligente, ecco che noi non perdiamo l’occasione di innamorarci a nostra volta.

Ma l’amore non sempre rende le cose facili, se poi gli ex mettono lo zampino, la cosa diventa ancora più difficile.

“La amo ancora come un pazzo. E la odio allo stesso modo e mi sento vuoto come un vaso di Pandora scoperto… Odiarti non è così semplice come credevo Stella.”

Odiarsi per malintesi, bugie e coincidenze mal riuscite, dialoghi, video e foto che fanno male.

“Ero certo che fossi quella giusta, lo sono ancora, o forse me ne sono convinto per giustificare tutte le pazzie che ho fatto per averti, e ne conto diverse, ma il fatto che io sia innamorato di te come un pazzo non giustifica nessuna delle mie azioni… Di una cosa sono sicuro, Stella: ti amavo e ti amo. Con ogni cellula di me. Hai davanti un metro e ottantasette di cellule innamorate di te.”

Lei e la sua storia, lei e la sua famiglia d’origine, lei e le sue strepitose zie, lei e le sue paure, lei la sua Stella, la sua alunna ribelle.

Innamorata della coppia, l’intero assortimento, ammaliata dalla trama, dall’esposizione concisa, diretta e semplice, non mi resta che consigliare il libro, l’autrice e tutto.

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