Recensione “I Matti” di Franser

 

 

 

 

I Matti…Seduti intorno ad un falò sulla spiaggia, i Matti discutono di una maledizione che pende sulle loro teste. Qualcuno vorrebbe indagare le cause nelle Leggi stesse della Natura, mentre qualcun altro è convinto dell’esistenza di cospirazioni in atto da parte dei Normali a danno dei Matti.Ma ci sono anche i Matti distratti, intorno a quel falò, con la testa ad altre questioni, come ricordare il proprio vero nome, cancellato dai nomignoli affibbiati dai Normali, o ritrovare il fratello gemello, di cui si sono perse le tracce nel tempo e nella memoria.E infine, intorno a quel falò, c’è anche un Matto che vuole semplicemente continuare ad essere Matto… Poi ci sono i Normali…Rob vive alti e bassi nel suo gruppo di amici, i Pappons, tra storielle d’amore e lotte di potere.Solo che ai Pappons piace organizzare scherzi, per ravvivare le serate, e ognuno di essi è più audace e pericoloso del precedente… Kitty è un’adolescente che frequenta la scuola media, ma è soprattutto un angelo: educata, con ottimi voti, senza alcun problema. Questo finchè la sua vita non viene distrutta da un Mostro… oppure è Kitty che decide di autodistruggersi? Sullo sfondo, un Paese che verso i Matti alterna prese in giro, diffidenza, paura e violenza…E inoltre: fantasmi, zuffe in case stregate, viaggi metafisici e papere che chattano… Cos’è che lega tutte queste vicende? Qual è il loro confine? Qual è il confine tra i Matti e i Normali?

Libro interessante, molto interessante.

All’inizio confesso che mi ero persa in mezzo a tutti questi matti, ognuno con la sua caratteristica nobile o stravagante ma sicuramente originale, tant’è che mi sono chiesta se per caso non fosse matto anche l’autore (mi scusi la battuta ma la stimo molto). Sicuramente è un libro che va preso a piccole dosi, perché raccoglie in sé molti personaggi e molte storie che si intrecciano fra loro quasi senza un senso, ma ho detto quasi. Quindi chi si accosta alla lettura e all’inizio fatica a sbrogliare la matassa, non demorda e proceda a passi lenti ma costanti. Addentrandomi nella lettura infatti, ho capito che i veri matti erano coloro che si ritenevano savi e si professavano depositari della verità e della giustizia.

Pagina dopo pagina sono entrata non solo nella storia, ma in un trattato filosofico, in un manuale di vita, in uno scrigno delle verità, verità che fanno davvero male, come le storie delle ragazzine di Fondi, a partire dalla piccola Kitty, che subisce violenza dal nonno paterno, ma non è l’unica a soffrire per le pazzie dei non matti.

Ho capito che si parla tanto e troppo di matti in questo paese, che poi è una metafora del mondo e di noi uomini, ma non si guarda mai in casa propria, dentro se stessi. Parafrasando il Vangelo ci curiamo della pagliuzza nell’occhio del nostro vicino e non vediamo la trave che abbiamo nel nostro.

Un ottimo lavoro, una bella scrittura, un solo dubbio: forse solo un matto lo può capire e apprezzare.

Consigliato!

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