Recensione “Hope. La vita che sognavo” di A. Lys Noire

 

Un minuto. Un solo, maledetto minuto.

È bastato quello per distruggere ogni cosa.

 

Hope ha venticinque anni e una vita pronta a sbocciare. Un brindisi di mezzanotte, una risata con suo fratello Adam, e poi… il buio. Un incidente d’auto, un letto d’ospedale, un cuore in arresto. E un fratello che non tornerà mai più.

Ma Hope è sopravvissuta. Al dolore, al silenzio di una casa che non è più casa, a due genitori che si stanno sgretolando. Sopravvive ogni giorno alla colpa di essere viva quando lui non c’è più.

 

Finché un incontro cambia tutto.

 

Nate Smith, il medico che l’ha salvata quella notte, non è un principe azzurro. È freddo, spigoloso, ruvido nelle parole e incapace di indorare la pillola. Ma dietro quello sguardo tagliente, c’è un uomo che ascolta. Che vede. Che sfida Hope a guardarsi dentro, a non lasciarsi affondare. E che, senza volerlo, si fa spazio nella crepa più profonda del suo cuore.

 

Tra cene non dette, messaggi inaspettati, battute pungenti e mani che si sfiorano quando nessuno guarda, Hope e Nate iniziano un viaggio fatto di prime volte, di dolori taciuti e di desideri che scottano. Ma la rinascita non è mai lineare. E amare qualcuno, quando sei rotto dentro, è la sfida più feroce che si possa affrontare.

 

È stato un libro il cui finale era già stato scritto fin dai primi capitoli … ma è stato bello comunque.

Lei è la sua ex paziente, lui il suo ex dottore, il dolore della perdita, la forza dell’amore.

Scorrevole, dolce, passionale al punto giusto, senza troppi eccessi, senza troppi preamboli, senza colpi di scena eclatanti, tutto fila liscio, o comunque in modo abbastanza lineare, e i due protagonisti saranno capaci di intrattenerci in quelle poche ore di lettura.

La prova dell’amore? Beh lasciare andare… lasciare libero il cuore di decidere senza troppe costrizioni, lasciare che il tempo riesca a trovare il suo tempo, riuscendo a trovare la forza di incontrarsi di nuovo.

E il destino? beh il destino dovrà adattarsi alle scelte dei protagonisti, o forse no?

 

Anna

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