Recensione “Ho imparato a odiarti” di Vi Keeland e Penelope Ward

 

 

 

Tutto è iniziato con un misterioso biglietto cucito dentro un abito nuziale. Ero andata in un negozio dell’usato per disfarmi del mio vestito da sposa, così da togliermi di torno la rappresentazione in pizzo e merletti del mio fallimento sentimentale. E tra le cianfrusaglie ho scoperto che qualcuno aveva avuto la stessa idea. Così ho dato un’occhiata al meraviglioso modello a sirena di qualche altra relazione andata in frantumi e, con sorpresa, ho trovato il misterioso messaggio: “Grazie per aver trasformato ogni mio sogno in realtà”. C’era anche una firma: Reed Eastwood, apparentemente l’uomo più romantico che sia mai esistito. Non sono riuscita a trattenere la curiosità. Non solo l’ho cercato, scoprendo che è bellissimo, ma ho anche deciso che avrei fatto di tutto per capire che cosa abbia mandato in frantumi il suo fidanzamento. Chi l’avrebbe mai detto che per uno strano scherzo del destino sarebbe diventato il mio capo?

Una coppia ben assortita quella di Vi Keeland e Penelope Ward.

Un biglietto blu, cucito in un vestito da sposa da sogno, ecco come inizia il romanzo, e da questo misterioso uomo che scrive pensieri romantici, la protagonista si imbatte nella ricerca di questo fantomatico uomo da sposare o già sposato.

Reed e Charlotte, quando due opposti si attraggono, musone lui, spensierata e positiva lei.

Decisioni prese da ubriachi, una vendita immobiliare andata male, una confidenza con una vecchietta nel bagno delle signore e fu così che i due si ritroveranno a lavorare spalla a spalla.

“Charlotte somigliava alla luce accecante del sole che ti colpisce il viso quando hai ancora i postumi di una sbronza.”

E tra sorrisi e battute isteriche, insulti mimati e appuntamenti inverosimili, la storia scorre e noi ci arrendiamo a quella pazzoide di Charlotte.

“L’unica persona che mi ha arrabbiare sei tu. Dal momento in cui hai messo piede nella mia vita non hai fatto altro che causarmi problemi.”

E se ci mettessimo la lista del “chi se ne fotte”?

“Meriti di stare con qualcuno che non ti limiti mai.”

Un libro che nasconde verità da svelare, un ostacolo da sormontare e la forza di non arrendersi mai, di superare le prove che la vita ci mette davanti.

Un libro che tra un sorriso e due risate, anche l’incertezza di una vita longeva fa capolino in quel rapporto già abbastanza fragile all’inizio.

“Dammi solo questa notte. Ho bisogno di te, Reed. Aiutami a dimenticare.”

“Ti amo Charlotte. Ti amo da morire, e mi dispiace ma non riesco a fermarmi. Non ci riesco, cazzo. Sono un bastardo egoista. E ho bisogno che tu stia al mio fianco anche se finirò per rovinarti la vita.”

E se la catena dei bigliettini blu non finisse?

“Tu vai oltre i miei sogni più irrealizzabili. Il mio amore per te è infinto. Tu. Sei. Tutto.”

Mi sono innamorato, mi sono arrabbiata, ho riso di fronte a quell’uragano di Charlotte, ho pianto di fronte alla vita, ingiusta o giusta che sia, mi sono emozionata.

E quando un libro ti porta a provare tutte queste emozioni, lasciandoti il nodo alla gola e lo stomaco in subbuglio, non ha bisogno di aver scritto ottima lettura perchè hanno parlato le emozioni anziché le parole.

ELEONORA

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