
La miseria di un paesino argentino in cui vive Marcelo si contrappone al fasto lussuoso della villa dove vive il “Diavolo”, così come l’innocenza si contrappone al male. Chi è effettivamente Marcelo? Chi è storicamente il “Diavolo”? Perché Il Diavolo vuole l’anima di Marcelo?

Titolo inquietante su un cupo sfondo; pagine ingiallite in cui si esplicita ciò che è citato in copertina… era un uomo ANZIANO, malato, prossimo alla scomparsa, GENTILE, cortese, GENEROSO nei doni e nei consigli che non lesina quando raccomanda tenacia nel
migliorarsi, nel non accontentarsi, “chi insegue un sogno non può mai permettersi di fallire, o di arrivare secondo, altrimenti il sogno gli verrà rubato”.
Scrupolosa la descrizione degli incontri tra il signor Siegmar e il ragazzo Marcelo, pochi i personaggi, esigue le ambientazioni: l’Argentina e la Germania.
Il libro, come indicato in prefazione, va letto tutto d’un fiato per poi giungere al colpo di scena.
È proprio l’imprevisto che diventa il sale che dà sapore a frasi apparentemente sottese: diventa la chiave per una eventuale rilettura del romanzo.


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