Recensione “Ho conosciuto il diavolo” di Fabrizio Gramigni

 

La miseria di un paesino argentino in cui vive Marcelo si contrappone al fasto lussuoso della villa dove vive il “Diavolo”, così come l’innocenza si contrappone al male. Chi è effettivamente Marcelo? Chi è storicamente il “Diavolo”? Perché Il Diavolo vuole l’anima di Marcelo?

 

Titolo inquietante su un cupo sfondo; pagine ingiallite in cui si esplicita ciò che è citato in copertina… era un uomo ANZIANO, malato, prossimo alla scomparsa, GENTILE, cortese, GENEROSO nei doni e nei consigli che non lesina quando raccomanda tenacia nel
migliorarsi, nel non accontentarsi, “chi insegue un sogno non può mai permettersi di fallire, o di arrivare secondo, altrimenti il sogno gli verrà rubato”.

Scrupolosa la descrizione degli incontri tra il signor Siegmar e il ragazzo Marcelo, pochi i personaggi, esigue le ambientazioni: l’Argentina e la Germania.

Il libro, come indicato in prefazione, va letto tutto d’un fiato per poi giungere al colpo di scena.
È proprio l’imprevisto che diventa il sale che dà sapore a frasi apparentemente sottese: diventa la chiave per una eventuale rilettura del romanzo.

 

Anna

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