Recensione “Gli occhi dell’oceano” di Cristiano Pedrini

 

 

 

 

Julien Garreth è il nuovo custode del faro di Owls Head. Forse l’unico incarico in grado di farlo distogliere dai pesanti pensieri che lo tormentano sin da quando ha perso la sua amata barca ‘Blue Spirit’. Da sempre ama il mare, il poter navigare sicuro di essere tra i migliori, se non il migliore. Ma quando tutto crolla, Julien si ritira e ottiene quell’occupazione che dovrebbe riuscire ad allontanarlo dal mondo e dal rimorso. Eppure, proprio durante il suo primo giorno di lavoro, qualcos’altro terrà occupata la sua mente e il suo cuore. Corey Austen è un ragazzo cieco che, spinto dal volere del nonno, si è recato al faro sicuro di poter vedere qualcosa che i suoi occhi non possono mostrargli. Sin dal loro primo incontro i due sentono di appartenersi e, durante una notte tempestosa, legheranno i loro destini come i due innamorati della leggenda di Owls Head. Quel faro che li accumuna sembra proiettare verso di loro una luce sicura, una luce che è in grado di portarli in salvo l’uno nelle braccia dell’altro. Perché soltanto così i due potranno insieme vedere, per la prima volta, con gli occhi dell’oceano. Una storia intensa, feroce e brutale come una tempesta, dove soltanto l’amore e la fiducia saranno l’ancora di salvezza da gettare in mare per riottenere ciò che si è perso.

Romanzo breve ma d’effetto, Cristiano ha fatto un altro bel centro.

Ottima storia, ottima impostazione del romanzo, una breve lettura che ti lascia tanto e che ti priva di altrettanto.

Una continua ricerca di se stessi e il loro ritrovarsi, una storia delicata che si scontra ma si inserisce benissimo con lo stile ironico dell’autore.

Che dire, ti manca il respiro, il cuore batte all’impazzata, i personaggi li senti dentro, e con sullo sfondo il mare, questo romanzo è al top delle vostre prossime letture.

La ricca descrizione degli ambienti ci fa sognare e l’amore ci fa navigare in pieno oceano.

Complimenti Pedrini.

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