

Hi readers Sale e Pepe,
Oggi parliamo del libro “Giocare col fuoco” di Charlie Cochet
La Cochet è senza dubbio una delle mie autrici del cuore. La sua serie Thirds resterà sempre una delle mie preferite in assoluto, una di quelle che rileggerei anche a distanza di anni senza mai stancarmi. Anche la serie Four Kings Security, di cui questo libro è uno spin-off, mi era piaciuta, quindi, quando ho visto questa uscita non ho avuto alcun dubbio, l’ho preso subito in lettura, felice dell’idea di tornare in quel mondo fatto di militari, uomini duri e burberi, feriti dalla vita ma pronti a innamorarsi contro ogni previsione.
Purtroppo, però, è passato parecchio tempo dall’ultima volta che avevo letto qualcosa ambientato in questo universo narrativo, e questo ha reso l’inizio della lettura più faticoso del previsto. Ho trovato davvero difficile ricollegare i tantissimi personaggi che vengono nominati fin dalle prime pagine e il primo 30% del libro, per me, è stato un vero “delirio”. Troppi nomi, troppi riferimenti incrociati, e la sensazione costante di non riuscire a capire del tutto parte della storia, ho temuto seriamente di non venirne a capo e di dover mollare.
Fortunatamente, andando avanti, la narrazione inizia a concentrarsi maggiormente sui due protagonisti, Saint e Val, e da lì la lettura è diventata decisamente più scorrevole e coinvolgente. Il loro rapporto è tenero, intenso e carico di desiderio represso.
Questa carica funziona soprattutto nei momenti più intimi e riflessivi dove la coppia ha la meglio. Tuttavia, nonostante le buone premesse, ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa, la storia d’amore è carina, ma lo sviluppo risulta un po’ carente in alcuni passaggi.
Anche la parte investigativa non mi ha convinta del tutto. L’ho trovata piuttosto banale e, in certi punti, persino esagerata, come se fosse più un contorno che altro.
Forse un po’ breve per approfondire meglio alcune cose e creare la giusta atmosfera, ma con un mix di emozioni e azione che funziona comunque. Purtroppo non è al livello delle migliori opere dell’autrice. Nel complesso una lettura carina, sì, ma lontana dalla Cochet che mi ha fatto innamorare con altre serie e personaggi.




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