Recensione “Game over” di Alice Gerini

 

Jared è un doppiatore di fama internazionale. Conosciuto come “La Voce”, l’occasione della vita gli piove all’improvviso dal cielo: una delle più famose aziende videoludiche al mondo con sede a Tokyo lo vorrebbe come interprete di uno dei personaggi di una nuova serie. Jared accetta senza battere ciglio sottovalutando due ostacoli non indifferenti: una fidanzata gelosa totalmente in disaccordo con la sua scelta e la sua ignoranza nella lingua giapponese.

Per risolvere il secondo problema viene ingaggiata Rachele, una traduttrice e interprete molto esperta nel settore e…fan sfegatata del doppiatore! Stare a contatto giorno e notte con il suo amore platonico, però, è un sogno da cui si sveglia molto presto e imparerà a conoscere l’uomo che c’è dietro La Voce, compresi i suoi difetti…


Tra scontri verbali, duelli a videogames anni ‘90 e cultura giapponese, i due si sfideranno nel famigerato gioco dell’amore. Per chi comparirà la scritta 
“Game Over”?

 

«Tu sei la mia coperta e tutto quello che ho passato è un gelo che adesso, grazie a te, non è più così freddo.»

Quest’ultima prodezza di Alice Gerini è decisamente il libro scritto da lei che preferisco. Non tanto perché si vede che è una scrittura più matura per quanto riguarda le varie scene molto spicy, ma proprio per tutto ciò che narra anche tra le righe.

I personaggi sono delineati e caratterizzati alla perfezione, con i loro scheletri nell’armadio e le loro ombre, insieme a quella luce che da una parte si vede molto bene, dall’altra è ben nascosta, ma decisamente presente.

Bellissima l’ambientazione, Tokyo non viene usata solo come background, ma come un personaggio aggiuntivo che dona profondità alla storia e risolleva gli animi dei protagonisti.

Abbiamo un’ottima contrapposizione tra i protagonisti e i due antagonisti. Se da una parte troviamo un Jared che corona il suo sogno e una Rachele che lo aiuta e sostiene in ogni cosa, anche quando tra di loro non fila tutto liscio, dall’altra abbiamo due personaggi che spiccano per i loro comportamenti narcisisti, seppur poco presenti all’interno del romanzo. Angelica e l’altro doppiatore giapponese, Shinichi, sono due cattivi con i fiocchi: Angelica è la moglie di un uomo di spicco pieno di soldi, ma a letto non è abbastanza eccitante da farla rimanere tra le lenzuola di casa; Jared è la giusta scappatoia, uno da poter prendere in giro, a cui dichiarare “amore” promettendo di lasciare il marito entro breve… una grandissima manipolatrice abituata a usare le persone per il proprio tornaconto. La donna che farà penare il povero Jared, che non conosce ancora cosa sia il vero amore.

Shinichi, invece, è un po’ un razzista, un po’ tanto… Si chiede come sia possibile che abbiano scelto Jared al posto di un altro connazionale e fa di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote, davvero di tutto. Ed è davvero odioso!

Jared è un personaggio con una storia bella intensa, orfano di madre, un po’ maltrattato dai coetanei da piccolo, riscopre se stesso grazie a Giancarlo, il direttore della casa di doppiaggio. Un altro padre, in pratica, una persona davvero squisita!

Rachele, per ultimo, ma non per importanza, è una bella tipa tosta, che vede il proprio mito – Jared – perdere un punto dietro l’altro, per poi riprenderne sempre di più… Questa ragazza sa il fatto suo e lo dimostra pagina dopo pagina.

È stata una bellissima lettura, durante la quale ho avuto modo di vedere i personaggi interagire e crescere nel giro di poche pagine, ma con i tempi giusti e le parole altrettanto giuste. Un libro ben strutturato, con una narrazione che scorre veloce e che prende fino alla fine. Un ritorno agli anni ’90, immerso nei giorni nostri, un ottimo bilanciamento tra tutto.

Brava Alice!

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