Recensione “Free heart – Cuori liberi” di Leta Blake

Un singolo momento può cambiare tutto. Per Dan, scalatore temerario, quel momento è arrivato con un devastante incidente mentre tentava di conquistare in free solo El Capitan. Ora, a terra in più di un senso, Dan affronta la dura realtà della guarigione: dolorosa fisioterapia, crescenti spese mediche e un sogno che sembra più lontano che mai.

Sejin è determinato a essere l’àncora di Dan, nonostante l’accumularsi di stress e paura. Ma aiutare Dan a guarire significa affrontare il loro fragile futuro insieme, sia l’amore che hanno costruito sia le sfide che non avevano previsto.

Mentre lavorano per ricostruire le loro vite, scoprono che non possono farlo da soli. Dal fedele compagno di arrampicata che c’è a ogni passo del cammino, alla figura materna che li ama e li sostiene entrambi, alla proprietaria dell’asilo locale che organizza aiuti extra, Sejin e Dan iniziano a mettere insieme una famiglia che si sono scelti.

Ma la guarigione non è mai lineare, e l’amore non è sempre sufficiente per scacciare i fantasmi del passato. Riusciranno Dan e Sejin a imparare a fidarsi l’uno dell’altro e delle persone che li circondano, per creare una vita mozzafiato e solida quanto la parete che Dan una volta scalava?

 

Hi readers Sale e Pepe,

Oggi vi parlo del libro “Free Heart- cuori liberi” di Leta Blake.

Questo secondo volume chiude il cerchio e risponde davvero a tutti gli interrogativi e le supposizioni che mi ero fatta leggendo il primo libro. Se avete letto la mia precedente recensione, sapete che avevo intuito qualcosa… e sì avevo ragione!

Non vi dirò riguardo a cosa, perché secondo me è una di quelle cose che vanno scoperte leggendo, senza spoiler. Diciamo solo che Dan è un personaggio particolare, e lo è in più di un senso. Ed è proprio di lui che voglio parlare ancora. Questo stupido, dolcissimo ragazzo continua a spezzarmi il cuore, non riesce davvero a capire che, anche se è stato solo per gran parte della sua vita, adesso non lo è più, perché ci sono persone che gli vogliono bene, che lo vedono e lo scelgono ogni giorno. La sua testardaggine è disarmante e anche  frustrante, ma allo stesso tempo è la cosa che lo rende impossibile da non amare.

Il desiderio di tornare a scalare in free solo è qualcosa che fa paura a chiunque, anche a lui, ma quella follia, quella incoscienza, è esattamente ciò che lo rende Dan. Non potrebbe essere diverso, e Senji non cerca mai di “aggiustarlo” forzatamente.

Sejin, invece, continua a essere una presenza incredibile. È l’amico, il fratello, il figlio e il fidanzato che tutt* vorremmo avere accanto. Sempre pronto al perdono, ma mai cieco verso le cose negative, è comprensivo, ma anche diretto e giusto quando serve. È un personaggio estremamente positivo, con un cuore enorme, e il modo in cui si prende cura di Dan, a volte ha quasi annullato se stesso, ma Dan non glielo ha permesso.

“Per un uomo danneggiato con un passato terribile, è incredibile che non stia scappando. Ma non lo sta facendo. Sta restando al mio fianco e mi sta chiedendo di restare al suo. Dirò sempre sì a questo.”

“Cavalluccio marino. Pesce angelo. Noi.”

 


Ho amato gli sviluppi tra loro e il modo in cui l’autrice ha deciso di trattare sia il loro rapporto sia gli snodi narrativi che portano avanti la storia.

«Sei una canzone, sei un cavalluccio marino, sei una serie di sorrisi, sei un oceano e un lago e un sogno…» Dan sta farneticando, stanco e sovraccarico dall’intensità del nostro fare l’amore. «Sei mio.»

 

Una delle cose che mi ha colpita di più è stato il senso di famiglia che si crea pagina dopo pagina, quella di Dan e Senji è una famiglia scelta, allargata e non solo di sangue, costruita lentamente e fatta di presenza costante e aiuto concreto. E tutto questo è qualcosa che entrambi i protagonisti meritavano, amore e affetto familiare in quantità, e vederlo nascere è stato profondamente emozionante.

«A volte penso che tutti stiamo scalando in solitaria la nostra personale Heart Route, Sejin. Facciamo del nostro meglio, con enormi conseguenze se la incasiniamo. Si chiama vivere.»

Il messaggio insito è che la guarigione non è semplice, non è lineare, e l’amore da solo non basta sempre, ma è una base solida da cui ripartire. Tutto viene raccontato in modo molto semplice ma anche profondo, senza eccessi, rendendo ogni emozione autentica.

Dani

 

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