Recensione “Feeling Blue” di Elvereth Ahn

 

 

 

AUTOCONCLUSIVO
age gap

❄❄❄❄
Blue non è una ragazza come le altre e la sua diversità l’ha sempre fatta sentire fuori posto.
Danneggiata.
Intrappolata in schemi sociali che le sottraggono la voglia di vivere.
In fuga dalla sua “prigione”, giunge in un paesino nel nord della Svezia, dove spera di potersi finalmente sentire a casa.
Fra la neve e il ghiaccio del luogo, sotto lo splendore di notti stellate e aurore boreali, conosce persone che per la prima volta l’accettano per quella che è.
E conosce un uomo scontroso e di poche parole, con una cicatrice sul volto, da cui tutti sembrano tenersi alla larga.
Tutti, tranne lei.
Quando è accanto a lui, i brutti pensieri che la perseguitano spariscono, insieme al dolore che generano.

Johann non ama le chiacchiere né le perdite di tempo. È dedito soltanto al suo lavoro, che svolge in totale solitudine e pace assoluta.
L’arrivo di una ragazzina dagli occhi particolari lo coglie alla sprovvista, obbligandolo ad avere compagnia. A parlare più del dovuto. A provare strani sentimenti che lo spingono a mettere in dubbio le scelte fatte anni prima. Scelte che ha finora ritenuto cruciali per la propria sopravvivenza.
Blue lo mette a dura prova e lo costringe a ripensare al passato, ai traumi che lo hanno segnato, e a fare i conti con le sue paure.

Blue e Johann.
Entrambi in lotta con un mondo che ha fatto loro del male, riusciranno ad affrontare il dolore e i problemi che fingono di non avere?
In caso contrario, andare avanti sarà difficile.
Amarsi, impossibile.
❄❄❄❄
In apparenza è tutto morto, fermo. Eppure più vivo che mai.
Questo è l’inverno con il suo ruggito, che mi incuriosisce e mi ammalia. Non mi fa affatto paura.
Così come non me ne fa Johann.

Il Blue non è solo un colore, ma è uno stato d’animo, è questa la prima cosa che mi è rimasta in mente sin dalle prime pagine.

Il colore Blue, che si espande e intacca tutto ciò che tocca. Una parola… Un colore… Un nome!

Un nome che la nostra protagonista si è cucita addosso e che la avvolge sia all’esterno che all’interno, un colore che ci farà compagnia per tutta la durata del libro e che, sicuramente, ricorderemo anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.

Non sapevo cosa aspettarmi questa volta dall’autrice, perché con lei ero abituata a tutt’altro genere e sono rimasta piacevolmente colpita dal suo lato poliedrico.

Ho amato il modo in cui ci ha letteralmente trasportati sulla terra Lappone, fatta di ghiaccio, di silenzio, di bianco incontaminato e luci che esplodono in cielo e, fatevelo dire da un’agente di viaggi, il modo in cui ha descritto quelle terre è stupefacente!

Ha curato i dettagli, ma soprattutto ci ha fatto entrare nelle vite di Blue e Johann in punta di piedi, facendoceli conoscere a poco a poco, facendoci amare quei lati caratteriali così spigolosi da risultare taglienti.

Due persone che non hanno nulla in comune, che si credono “rotti”, ma che ben presto scopriranno che, insieme, i pezzi tornano al loro posto e ti fanno sentire meno “sbagliato”.

Non è solo una storia d’amore, ma è un percorso che i nostri due protagonisti compiono, un percorso interiore che li porterà alla rinascita, all’accettazione, ma soprattutto alla felicità.

Ho amato ogni singola pagina, anche quando trasudavano dolore e rabbia, anche quando le lacrime minacciavano di uscire e il cuore di spezzarsi in minuscoli pezzi.

Meraviglioso, genere diverso, ma sempre la stessa magia degli altri!

firma Claudia

 

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