Recensione “Evanescente depressione” di Salvatore Scalisi

 

 

Fabrizio è un depresso. Ha tutto per avere una vita normale; ma un segreto tarlo lo corrode e non lo fa andare avanti. Bruna, la sua migliore “amica” di sempre, gli sta molto vicino. Così pure Biagio, l’amico malato di cancro, che incontra spesso al bar. Ed è bello anche fare conversazione col suo amico negoziante che lo invita ad una festa. Dablo, il suo cane, è in buone mani. Lo affida, infatti, ad Antonella, la bellissima donna che è la sua nuova fiamma. Ma il suo “male occulto” lo porta a tentare il suicidio. Il tuffo in acqua che lo fa quasi annegare, però, lo riporta ad apprezzare la vita. Sì; adesso vuole vivere alla grande e pienamente. Ce la farà o è solo un sogno quello che potrà accadere?Verità e allucinazioni si susseguono. Spazi di luce e di buio si alternano subitaneamente. Fabrizio riuscirà a vivere bene?

Nella prima parte della storia ho provato malinconia, angoscia, ansia e pena nel vedere Fabrizio, il protagonista, alle prese con il suo costante malessere interiore, dove il suo unico desiderio è morire, perché non ha più motivo di vivere.

Nel momento in cui decide di farla finita, dopo vari tentativi in cui cerca di farlo soffrendo il meno possibile, lo salvano la paura di morire e la consapevolezza di voler ancora vivere e, da quel giorno, la sua vita cambia completamente.

Cambiano le prospettive, crea progetti di vita e valorizza ancora di più i rapporti con i suoi amici e la sua conoscenza con Antonella, che non gli è più indifferente.

Si vede un Fabrizio più ottimista, pieno di energia, pronto a vivere la vita a 360 gradi.

La scrittura aiuta il lettore ad entrare in simbiosi con i sentimenti che prova il nostro protagonista.

La vita è imprevedibile, come il finale di questa storia.

È una lettura che fa riflettere e capire quanto sia importante la vita, un dono prezioso.

 

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