Recensione “Energie della Galassia: Racconti di fantascienza e fantasy” di Luca Rossi

 

 

 

DataCom, la multinazionale guidata dalle intelligenze artificiali, vuole sterminare gli umani.
Aurelia trova il partner perfetto: un robot.

L’esploratore spaziale Arcot offre la vita per l’impossibile conquista del cuore di Vril, la regina vampiro.
Una mutante può assumere qualsiasi forma accenda i desideri erotici del poliziotto che la insegue.
Alessio, il geniale imprenditore, lotta contro la corruzione in un universo da lui stesso creato.
L’immotivata incarcerazione di un ingegnere costretto a subire il dominio di una spietata direttrice carceraria.
Una dimensione magica si svela a un sovrano immemore del proprio passato.
La reincarnazione di due anime straziate dal sentimento dell’abbandono si rincorrono da una vita all’altra.
Un gioco di realtà virtuale dove il cacciatore della temibile vedova nera ne diviene la preda.

Sono sempre molto intriganti e particolari i romanzi di Luca Rossi. Qui troviamo molte storie e due dei personaggi che abbiamo già conosciuto nella trilogia de “I rami del Tempo”. Non deve essere facile inserire in un unico libro così tanti personaggi, diversi tra loro, ognuno con la propria personalità e una caratterizzazione ben precisa. Ognuno con una propria storia alle spalle che risalta pur non venendo raccontata.

Questo non è il classico romanzo, ma una serie di racconti più o meno brevi, diversi tra loro. Quasi tutti, però, hanno una base comune: un filone tecnologico che apre le porte ad un futuro neanche troppo lontano, dove la tecnologia prende il sopravvento.

Sappiamo che l’autore è un amante della magia e dell’intelligenza artificiale. Se la prima è sempre posta al di sopra di ogni cosa, ed è vista sempre con occhi d’amore e rispetto, la seconda viene additata come villain. Ritroviamo entrambe in tutti i suoi libri, e ne vediamo le varie sfaccettature.

È davvero interessante leggere i suoi romanzi, sempre molto articolati, ma che hanno come punto in comune la lotta contro un governo/oppressore pesante, pressante e prepotente. Nell’unico racconto in cui tutto va per il meglio, poi ci si ritrova spiazzati con un finale a sorpresa. Niente è mai come sembra all’inizio. C’è sempre e comunque una lezione da imparare a fine libro o racconto. Sta a noi capirla e scegliere se metterla in atto.

Un’altra cosa che apprezzo molto è l’inserimento di almeno una figura di accompagnamento, un amico fidato a cui il protagonista può aggrapparsi, per sostenersi o sentirsi meglio. Ti fa capire che nessuno è mai solo, non davvero.

Lo consiglio.

firma Claudia

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