Recensione “Elisir di morte” di Tanja Mengoli

 

In una Edimburgo che cerca di tenere nascosta l’esistenza dei sovrannaturali, una strana comunità di recupero sembra avere un collegamento con la scomparsa di un giovane licantropo.
Reese Newman, ex tenente colonnello ora rinato, e Kyle Walsh, umano Osservatore della Tirannide, dovranno collaborare per capire cosa succeda all’interno di quella comunità e proteggere i sovrannaturali.
Un thriller oscuro dove creature fameliche e ancestrali convivono con gli essere umani, e dove rituali babilonesi si mescolano al traffico cittadino.

Dietro la vita di tutti i giorni si cela un mondo nascosto che deve rimanere tale.

 

Ci sono libri che si divorano e altri che si assaporano. Sarà che ho aspettato questo romanzo per due lunghi anni e me lo sono gustato lentamente, pagina dopo pagina, ed ogni minuto di attesa è stato ampiamente soddisfatto.

 

“Un rinato, un mezzo- demone e un umano percorrevano un corridoio buio…”

Questa non è una barzelletta ma una delle citazioni del nuovo romanzo di Tanja Mengoli; quando ti piace un genere letterario e trovi un’autrice come lei che riesce a interpretarlo così bene, non puoi evitare di amarla di conseguenza.

In questi due anni ho recuperato le precedenti pubblicazioni di Tanja, quindi ho già avuto modo di conoscere la Tirannide, un’organizzazione che controlla le interazioni fra il mondo degli umani e quello dei soprannaturali per evitare conflitti.

Tanja è stata una meravigliosa scoperta sia come scrittrice che come persona e ho bramato questo romanzo sin dall’anno scorso, quando mi confidò che lo stava abbozzando e che avrebbe coinvolto nuovamente la Tirannide. Nemmeno a dirlo è partita la mia opera di stalkeraggio discreto finché non ho potuto avere questo romanzo fra le mani.

Già la cover è un piccolo gioiello e la copia è arrivata giusto giusto per la sfida di lettura di giugno dedicata ai romanzi a tema arcobaleno.

 

Ci troviamo nella suggestiva Edimburgo, Kyle Walsh è un Osservatore della Tirannide, il trauma per la perdita del suo compagno e un incidente durante una missione in Afghanistan, gli hanno lasciato delle lacune nella memoria. Sa che qualcosa di terribile deve essergli accaduto ma proprio non riesce a ricostruire i fatti, l’unica cosa certa è che la sua rara forma di sinestesia si è acuita, così come gli svenimenti e la perdita di controllo che riesce a malapena a tenere a bada con delle pastiglie di dubbia provenienza che lo stanno avvelenando lentamente.

“Vedeva il colore della voce delle persone con le quali veniva in contatto, ne sentiva il sapore in bocca, ne avvertiva l’odore e, in rari casi, gli davano sensazioni diverse sulla pelle”

 

L’ex tenente colonnello Reese Wilson, caduto sul campo 5 anni prima, è stato il superiore di Kyle, nonché suo compagno; nell’oscurità della morte ha fatto un patto con il dio Nergal che gli ha concesso di tornare a vivere in cambio di una missione alquanto complicata: riportare nel regno dell’oltretomba la sua sposa che è stata rapita.
Cosa sia diventato Reese dopo la rinascita è un mistero, si nutre sia di sangue che di energia vitale, ha il corpo costellato di scritte cuneiformi ed è ancora il soldato eccellente che è sempre stato. Porta avanti la sua apatica vita lavorando nell’agenzia Phillips’ Investigation, ricorda tutto quello che è successo ante mortem ma non ha mai avuto il coraggio di contattare Kyle.

“La sua esistenza aveva perso colore, era sbiadita giorno dopo giorno fino a diventare in bianco e nero”

 

I due incroceranno nuovamente i loro destini quando la misteriosa scomparsa di un licantropo interesserà sia le indagini della Tirannide che quelle dell’agenzia per la quale lavora Reese.

Le indagini sulla scomparsa del ragazzo riveleranno connessioni con quella che sta conducendo Reese sulla regina degli inferi Ereshkigal e un’inquietante comunità di recupero, diventando una corsa contro il tempo e la burocrazia della Tirannide.

Questo romanzo autoconclusivo è un meraviglioso mix di adrenalina, romance e paranormal mitologico, che l’autrice ha saputo raccontare con la solita maestria, approfondendo la personalità dei protagonisti e collocandoli in un contesto ricco e stimolante che coinvolge totalmente il lettore. Prenderemo un drink all’Uilebheist, il più antico Rifugio dei soprannaturali della Scozia di cui l’affascinante strega Artemisia è la reggente, cammineremo per i corridoi della Tirannide che ci rivelerà fra i suoi componenti degli sfiziosi easter eggs (oh Jacob amor mio ritrovato!) e sbirceremo da dietro le finestre della misteriosa comunità di recupero per carpirne i segreti.

Fra tutti i personaggi secondari, ho amato in particolar modo le due figure che ricoprono il ruolo speculare di esperte informatiche della Tirannide e della Phillips’: Trixie e Betty; la prima è un demone caffeinomane che mi ha ricordato tantissimo Abby di NCIS e l’altra è una sensitiva dal cuore grande.

La narrazione è in terza persona dal doppio pov dei protagonisti, il corposo numero di pagine ha dato modo di sviluppare la trama in modo esaustivo, la componente (vanilla) spicy è moderatissima, i protagonisti sono forti, splendidi e cocciuti, nessuno dei due prevaricherà mai sull’altro e il rapporto fra loro sarà dolce, equilibrato, squisitamente ironico e faranno di tutto per tenere l’altro al sicuro.

“dici che vuoi salvarmi la vita, senza di te non avrò più una vita”

Ora, Tanja, quanto tempo dovrò aspettare per il prossimo?

 

 

Anna

Loading

La nostra votazione
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *