Recensione “Effetto brava ragazza” di Sara Cate

 

Proprietario carismatico del club più esclusivo della città, Jack St. Claire ha fatto del piacere la sua professione e del dolore la sua armatura. Nasconde il suo lutto dietro una facciata impeccabile, costruita per tenere il mondo – e l’amore – a debita di- stanza. La sua vita è un capolavoro di controllo, finché non è costretto ad assumere una tata. Camille Aubert non appartiene al mondo di Jack. Arriva per errore e si ritrova catapultata nella sua esistenza lussuosa per badare alla fi glia di cinque anni. E non impiega molto a scoprire che l’appartamento di Jack nasconde mille segreti e una stanza chiusa che accende subito la sua curiosità. Col passare dei giorni, Camille si ritrova a voler scoprire di più sul suo misterioso datore di lavoro, che la attrae come mai nessuno prima. Ma avvicinarsi a lui significa cominciare un gioco pericoloso, di cui solo Jack St. Claire conosce le regole. Prigioniera di un’attrazione fatale e delle ombre del passato, Camille sceglierà di cedere a una passione quasi distruttiva o di fuggire prima che possa spezzarle il cuore?

 

Camille è un ragazza francese che lavora in una libreria dell’usato e, un giorno, trova in mezzo a un libro una lettera d’amore e una foto, inizia la sua ricerca: ha un nuovo scopo nelle sue giornate solitarie.
Recandosi a casa di Jack St Claire viene scambiata per la nuova tata della figlia, e si “infiltrerà” così in quella a casa con una bugia.
“Come è finito un uomo che parla inglese e che vive a Parigi a scrivere una lettera d’amore a una donna francese?”
La vita di Jack non è quella che appare: quando cala il sole mille segreti investono la casa e una stanza chiusa attrae Camille più di un falena con la luce.
Si ritrova così a scoprire come il datore di lavoro trascorre le sue notti insonni, e rimarrà affascinata e intrigata da quel mondo oscuro.
Si inizia sempre da un’ossessione.
La dinamica dipendente-capo è un cliché con un off-limits ben evidente: la figlia deve rimanere la sola unica priorità; ma l’attrazione inizia il suo gioco e la fiducia lo conduce.
Non è stato un libro grandioso ma carino e seducente, la parte del BDSM è stata abbastanza esaustiva e controllata, mai volgare.

 

 

Anna

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