
Da quando sa che il suo cuore è malato e pronto a tradirlo da un momento all’altro, Mic teme di affezionarsi alla vita perché è convinto che per lui non ci sarà futuro. Si sente un mare piatto e desolato, su cui aleggiano silenzio e solitudine. E poi, un giorno ventoso di primavera, un uragano sconvolge la calma immobile della sua esistenza. Quell’uragano ha un nome: Sam. Con il suo passato terribile e un disagio dentro troppo grande per essere raccontato, Sam è affidata alla famiglia di Mic, in attesa di trovare una nuova sistemazione. Si sente sporca, sbagliata e allontana chiunque tenti di aiutarla. Lui la detesta all’istante, odia la sua energia ribelle, il suo lottare continuo contro tutto e tutti, che lo sfida e lo obbliga a uscire dal suo torpore. Tuttavia, Sam riesce a fare breccia dentro di lui come nessuno prima. Presto, l’odio si trasforma in amore e Mic avverte un’emozione intensa che lo attira e lo spaventa: la voglia di vivere. Nonostante la paura che tutto possa finire in un istante, Mic si concederà di provare sentimenti che credeva ormai impossibili oppure si lascerà scivolare Sam tra le dita?

Bellissimo e struggente young adult ambientato in una casa che sa accogliere tutti, una famiglia a brandelli, lo spettro di una ragazza del fiume, la rabbia di un ragazzo e troppe verità celate.
Ci sono situazioni in cui equilibri spezzati vengono riportati alla normalità inserendo un elemento esterno, è incerto, però, il risultato quando quest’ultimo fattore viene rappresentato da un uragano.
Un uragano dai capelli neri, dalla vita sfruttata, dai sogni soffocati sotto corpi che l’hanno violata ripetutamente per volontà dell’unica persona che avrebbe dovuto proteggerla: un padre. Una “creatura usata da tutti e amata da nessuno”.
Inizia così questo romanzo, quando Sam viene liberata dalla sua schiavitù sessuale trovando rifugio presso la famiglia di colui che l’ha salvata, un tutore delle forze dell’ordine, una sistemazione provvisoria in casa Zanardi in attesa di un posto dove accoglierla.
Sam entrerà silenziosamente nelle dinamiche di una famiglia che avrebbe potuto essere la migliore del mondo, ma che la vita ha voluto mettere duramente alla prova, con la perdita della figlia Lucia, prima, e la scoperta della stessa patologia nel primogenito, Michele, poi.
Luca e Vanessa sono i due genitori: si amano, discutono, ma trovano sempre un bacio a riappacificarli. Devono sempre tenere duro, mascherando quel dolore che striscia ogni giorno nelle loro stanze, in attesa del momento in cui tutto si spezzerà, quell’attimo in cui non saranno più madre e padre.
Non c’è parola per definire un genitore che non lo è più, forse perché lo sarà per sempre, perché nel suo cuore accoglierà ogni anima bisognosa di soddisfare ancora una volta il desiderio di accudire qualcuno.
Sam è l’anima randagia che queste persone accoglieranno, riportando vita nella stanza di Lucia, sigillata da troppo tempo, smuovendo l’immobilità di un dolore incancrenito, scomodando in Michele il desiderio di vivere e non solo di attendere la morte.
“Mi fai venire una voglia di vivere che non posso permettermi”.
Michele è tormentato dal senso di colpa per la morte della sorella, si è chiuso nell’attesa dell’inevitabile, si è sempre appoggiato ad Elena, confondendo un’amicizia storica per amore. Ma poi con l’arrivo della “ragazza del fiume” tutto cambierà colore:
“Sam è l’uragano che mi serve e non credo che la lascerò andare via”.
Sam è traumatizzata, diffidente, disillusa, si rifugia nell’autolesionismo, ma troverà in Michele la fiducia di cui ha bisogno per riemergere dal suo tormento.
Sam e Mic si sfioreranno in un limbo invisibile, quello del dolore, si scambieranno conforto da anime tormentate quali sono, riconoscendosi senza nemmeno sapere cosa li abbia frantumati.
“Sono strappi diversi, ma l’anima sanguina allo stesso modo”.
Si parleranno con affetto e al lettore confideranno quel malessere che li devasta e la nuova speranza che li anima.
Ma la storia sarebbe anche fin troppo confortante se andasse dritta su questo binario, il (non troppo) passato di Sam tornerà a reclamarla, infettando come una nube tossica tutto ciò che la circonda.
La narrazione è in prima persona dal doppio pov dei protagonisti ai quali si aggiungerà quello dell’amico Chris, il trait d’union fra i due mondi; mentre il giovane frequenta scuole esclusive grazie alla generosità della famiglia Zanardi, di notte, per sopravvivere, mette il suo corpo al servizio del divertimento, uno tipo differente rispetto a quello subìto da Sam, ma che lascia ugualmente lividi sulla pelle come un marchio per essere solo un burattino per l’intrattenimento altrui.
Chris aveva la sua luce in fondo al tunnel, la sua Lucia, il suo amore grande, la sua piccola ribelle, la mancanza di quella luce lo ha scaraventato di nuovo nel suo ombroso tormento. Se non fosse stato per la sorellina da accudire cosa ne sarebbe stato di lui? Ma Aria gli ha dato il respiro che troppo spesso gli manca. E gli manca anche quella famiglia, i tempi di “quando ero sempre in questa casa perché conteneva tutto ciò che più amavo”.
Le farfalle sono un’ immagine ricorrente nella storia, farfalle sulla pelle di Sam, sullo zaino di Lucia, sulla tazza della colazione, nel significato del nome di Vanessa… le farfalle rappresentano l’anima di chi è passato oltre e che viene a manifestarsi. Una coincidenza? O un memento mori ?
“La sento arrivare. Non ho più tempo”
Una storia che mi è entrata dentro con inquietudine e dolcezza, l’autrice mi ha emozionato con le sue parole sofferte, col destino ineluttabile che pende sulle teste dei protagonisti, una falce che li porterà via l’uno dall’altro.
Fede ci mostra quanta bellezza possa trovarsi dove meno ce lo si aspetti, quanto una persona spezzata possa aiutare a rimetterne in piedi un’altra, come “due oscurità in collisione creano una scintilla”.
“Ho dimenticato di pensare al mio ultimo respiro, mentre inseguivo il tuo ansimare spaventato”.



Un amore contro il tempo, un cuore che non potrà reggere troppo a lungo, una vita spezzata incapace di rialzarsi, eppure a volte l’amore fa miracoli.
Ho letto in libro in un’unica notte e, pur essendo abbastanza lungo, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine.
C’è troppo, c’è tanto: amore, famiglia, dolore, violenza, amicizia, lacrime, passione e malattia.
“A volte bisogna rischiare, per vivere davvero… Il tempo non è mai abbastanza… Il tempo è l’unica cosa che non posso prometterti.”
Il cuore ha retto ben poco alle troppe emozioni, Mic e Sam, e poi c’è anche Chris e la sua battuta sempre pronta a smorzare un po’ gli animi.
“Sei un soggetto strano, Christian. Lo sai vero? – No. Sono un rifiuto umano uscito da un buco di periferia che puzza di letame.”
È uno young adult ma l’età dei protagonisti passa in secondo piano per gli eventi raccontati, c’è tanto di quell’amore che non si sa più dove metterlo.
Un amore capace di sfidare la morte, la violenza, la vita stessa.
È un amore già segnato fin dall’inizio con una scadenza a breve termine, eppure riescono a donare emozioni pure.
Da due cuori spezzati potrà nascere un amore intenso?
“Due oscurità in collisione creano una scintilla.”
A voi l’ardua sentenza.


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