Recensione “Doomed” di Irene Catocci

 

 

 

Miura Valentine non è una brava ragazza. Lo sa suo padre, le persone che abitano a Clarendon ma, soprattutto, lo sa il giudice Johnson, che l’ha condannata ai servizi socialmente utili presso l’Open World, un centro che si occupa del recupero psicofisico dei veterani di guerra. L’incontro con Carson Kelly, un ex cecchino dei Delta Force che vive isolato dalla società, sarà, per lei, come un fulmine a ciel sereno. Tra loro esploderanno scintille, accompagnate da una serie di divertenti schermaglie e battibecchi. L’iniziale antipatia si tramuterà, ben presto, in un forte interesse reciproco che cercheranno di tenere sotto controllo con tutte le loro forze. Carson ha un brutto carattere e, per Miura, è un enigma impossibile da capire, almeno a parole. I tatuaggi, che ricoprono buona parte del suo corpo, però, raccontano una storia che la ragazza è intenzionata a scoprire, a costo di rimanerne scottata.

Ho già detto che amo la scrittura di Irene?

Le sue storie?

La sua versatilità nel raccontare l’amore?

Sì, forse troppe volte, ma ogni volta che leggo un suo libro riesce a catturarmi l’anima, riesce ad ammaliarmi come una sirena, mi tortura il cuore come il più atroce dei killer e mi solleva dal peso del mondo, portandomi in luoghi incantati e fiabeschi.

Questa romanzo, però, non ha niente di romantico, niente di fiabesco.

I personaggi descritti sono “rotti”, spezzati, un cuore incapace di provare amore, ma solo paura.

Questa volta Irene ci porterà a combattere fobie o a resistere a delle manie.

Riuscirà a creare un sentimento integro da due cuori spezzati?

Miura e Carson, a differenziarli non sarà solo l’età, ma la vita vissuta, il loro carattere, le loro fobie, e quel cuore assente.

“Sei bella, ragazzina. Sei viva. Corri e non ti voltare indietro. Io non sono un principe maledetto da salvare, e tu non la Bella della situazione.”

Ho amato Miura, l’ho trovata “adoloscente” al punto giusto, “vestita come una fanatica del punk-rock anni Ottanta e con i capelli di un puffo impazzito, acida e caparbia, dalle batture argute e sempre pronte, capace di sgretolare un muro di dolore e paure al suo passaggio e grazie alla sua eccentricità.

Carson, lupo solitario, un “buzzurro delle caverne”, superstite di guerra, un Delta Force, fobico e danneggiato, con una psiche compromessa e tanti problemi da risolvere.

Insieme? Un caos di colori e figure, un miscuglio di parole, un’accozzaglia di pensieri, due cuori in tumulto, due paure che si scontrano e una battaglia da vincere.

“Io sono rotto Miura – Vorrà dire che ti assemblerò, un pezzo alla volta – Come i mattoncini Lego? – No assomigli di più ad un puzzle.”

Avere paura, continuare ad avere paura per riuscire a sconfiggere il dolore.

“Ti sto cedendo tutto quello che ho. – Te stesso.”

“Ti odio, Miura Valentine, perchè da quandosei entrata nella mia vita, hai scardinato la porta che chiudeva a chiave il mio cuore. – Anche io ti odio, Carson Kelly, perchè hai impresso una nuova cicatrice nella mia anima, che brucerà anche dopo che te ne sarai andato.”

Non ho altro da aggiungere: il romanzo parlarerà da sé ed Irene ormai è una garanzia, quindi che aspettate?

La nostra votazione

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