Recensione “Chiodi di Ovatta” di Valentina Consoli

 

Questa non è una raccolta di poesie, bensì una collezione di passi e riflessioni malinconiche, un assortimento di cose non dette, incubate e incrudelite nel pozzo della memoria. Ma è anche una coraggiosa esternazione e temeraria confessione, un tentativo di dar forma a un certo tipo di dolore e di “ovattare” ferite che si ostinano a sanguinare. Dai primissimi componimenti agli ultimi pensieri sparsi, la scrittrice scioglie gli intrecci delle sue tempeste amorose e familiari, slegando quei nodi di malessere emotivo che, nonostante tutto, hanno intessuto le trame della sua esistenza e dato corpo alla presente, umanissima, silloge.

 

Non sono poesie, ma riflessioni malinconiche che, leggendole in un pomeriggio di inverno, calzano a pennello e rivelano tutta la malinconia, la tristezza e il malessere che l’autrice evidenzia in ogni suo verso.

Ascolteremo il vento, il vento d’autunno che rinvigorisce la corteccia, foglie malinconiche, come pensieri che non riescono ad abbandonare la mente, cuore miserabile, petali appassiti…

Le poesie sono cura-anime, pensieri a nudo di autori che ci dipingono la loro anima attraverso versi sconnessi e pensieri incomprensibili.

Io adoro i versi e adoro questa malinconia che porta dentro di sé la poesia.

 

 

 

firma Claudia

Loading

La nostra votazione

Pubblicato

in

da

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *