
Il passato non smette mai di dare la caccia a chi ha cercato di dimenticarlo. Per Hayden e Sebastian, la pace è solo un’illusione destinata a infrangersi.
Dopo aver protetto la casata dei Brenjnger, Hayden Baker sembra aver finalmente accettato il richiamo della famiglia, trovando rifugio nell’amore di Sebastian. Nel Vermont la vita scorre tranquilla, ma l’ombra del Kavian Group è ancora lunga e minacciosa. Quando Rachel, la sorella di Sebastian, viene rapita, la loro fragile serenità va in pezzi.
Inizia così una corsa contro il tempo che li trascinerà dal Canada a Washington, in un viaggio costellato di tradimenti, volti che tornano dal passato e promesse scambiate davanti a un altare. Tra inseguimenti e rivelazioni scioccanti, Hayden e Sebastian dovranno scoprire l’ultima, decisiva verità: chi è davvero la chiave di volta che regge le fila di tutta la loro storia?

Non so voi, ma io preferisco fare le cose con ordine (non ascoltate mio marito, se dice il contrario). Il numero 3 alla fine del titolo significa che questo non è il primo, non è il secondo, ma il terzo e ultimo libro di una serie dedicata ai “cattivi ragazzi” di Velia Rizzoli Benfenati, e sarebbe cosa buona e giusta recuperare le scorse Intelligence Stories per:
– dimostrare che non solo le nate sotto il segno delle Vergini sono ordinate;
– essere in prima fila all’arrivo e alla presentazione di ogni personaggio;
– godersi la nascita della storia d’amore tra “Killer” Hayden e “Canuck” Sebastian, che sembra essere stata parecchio movimentata.
Mentre recuperate i due terzi di complotti da recuperare, vado con la recensione dell’ultimo terzo senza peccare di spoiler. I nostri protagonisti, gli agenti Hayden e Sebastian, punte di diamante (rispettivamente) dell’americanissima CIA e del CSIS canadese, saranno pure cattivi e pagati per esserlo, ma stanno cercando di costruirsi una vita “normale” in una cittadina di tremila anime nel Vermont.
Del resto, non si vive di soli omicidi.
Appare chiaro sin da subito che l’autrice, a suo agio con personaggi che conosce come le sue tasche, gioca con una pacifica parentesi della loro vita, si diverte a descriverci due ragazzacci che sembrano prepensionati in odore di cantiere, rigattieri con pistole invece che animali domestici, equilibristi che cercano di sublimare la voglia di sculacciare i cattivi con il bisogno di tagliare il mondo fuori dalla loro camera da letto. Sublimano bene. Molto molto bene.
Hayden allora puntualizzò: «Sì, i piani alti ci hanno accoppiato in senso professionale, noi abbiamo provveduto ad accoppiarci in senso biblico.»
Ma il mondo, si sa, tende a entrare un po’ dappertutto. Specialmente quello familiare. Se negli altri pezzi di saga, era stata la famiglia di Hayden ad essere esposta al pericolo, la rotazione terrestre di questo terzo libro si accanisce contro la sorella di Sebastian, rapita per mano dei nemici giurati delle agenzie di intelligence di entrambi. O forse…
Ecco, allora, che la coppia di protagonisti si evolve nel gruppo dei “vecchi” personaggi, compagni d’armi, commilitoni, figure ai piani alti e ai piani malvagi, con un carico di doppiogioco che vi fa girare le pagine avanti e indietro, per paura di perdervi una rivelazione chiave. E infatti…
E ancora, padri madri matrigne cognate fratellasti che al confronto la cena della Vigilia sembra una spiluccata tra pochi intimi. Ci piace. Mi piace. Hayden e Sebastian sono letali e romantici, diversi nell’aspetto e nel carattere quel tanto che basta a renderli la vostra coppia preferita, ben assortita e capace di completarsi a vicenda ma, soprattutto, divertenti da, beh, da morire. Agglomerati di testosterone capaci di far rimpiangere ai cattivi di essere nati e appiccicarsi come un francobollo alla busta due nanosecondi dopo. Scusate, similitudine da boomer. Appiccicati come un pollice opponibile alla tastiera. Per quanto mi riguarda, cinque stelle all’equilibrio con cui le parti da duri si intrecciano a quelle romance in un riuscitissimo gioco di opposti, e sei stelle all’ironia e al ritmo dei dialoghi, che vi faranno aggiungere alla vostra lista delle cose da fare prima di morire la voce “incontrare un predicatore su un autobus”.
«Figliolo, il quinto comandamento è “non uccidere”.»
«Lo so. È questo il problema. Vede, Hayden lavora per il governo federale, cioè per la sicurezza nazionale in patria e all’estero. La sua specialità è la risoluzione del problema della sovrappopolazione, se capisce cosa intendo.»
Ma torniamo alla famiglia, vero punto focale di questa storia. Non servono solo a mettersi in pericolo e a incrinare il loro equilibrio psicofisico, ma soprattutto a fornire chiavi di lettura e di volta.
Non esistono “incursioni esterne”, nessun “estraneo venuto dal nulla”: nel mondo di Hayden e Sebastian i motori narrativi si trovano davanti a loro, tra le fila del parentado allargato. Sono questi che dettano tempi e modi della trama, che la accelerano, la rallentano, che la incanalano nei binari della soluzione. La matrigna di Hayden…
Piccolo dubbio morale, che giustifica il numero delle stelle elargite a fronte delle suddette cinque/sei stelle. Ora, non vorrei inventarmi la sindrome Fast&Furious, ma credo sia il caso che io e le prossime lettrici di questo libro la prendiamo seriamente in considerazione. I sintomi sono semplici: vedi dei marcantoni armati e sudati (o te li immagini leggendoli) cattivi e addestrati a uccidere, reputi che non sia colpa loro, ma della vita che conducono e di tutte le fette di pane e demoni da stress post traumatico e mors tua vita mea che si sono mangiati, e ami il loro modo di uccidere (esatto. UCCIDERE) chiunque tocchi la loro famiglia. Ma ti rendi conto che, insomma, non sembrano troppo dispiaciuti di scaraventare gente all’altro mondo, e ammazzano anche quando non si tratta propriamente di legittima difesa, ma di disallineamento dei chakra.
«Ora il tuo umore va meglio?» Si voltò verso gli altri. «Sapete, era da qualche mese che non uccideva qualcuno.»
Gli allegri simpatici innamorati romantici protagonisti di questa trilogia sono fottuti assassini. Darebbero la vita per sgominare organizzazioni malavitose e salvare la famiglia, ma, ecco, permettetemi di ricordare di tenere il libro lontano da adolescenti o gamer o persone con problemi di controllo della rabbia, sia mai che prendano spunto su cosa fare da grandi.




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