
Oliver Knox ha ventisei anni e un sogno che lo divora: scrivere l’articolo che lo farà arrivare nella prima pagina del Chicago Bulletin, consacrandolo come vero giornalista.
Per ottenerlo è pronto a superare ogni limite. Anche a costruire una menzogna. La sua inchiesta ha un nome: Max Welson. Potere, rispetto, virtù. Il volto di Chicago. A capo di un impero intoccabile che nasconde, però, crepe profonde. Per scoprire la verità, Oliver deve infiltrarsi, insinuarsi nella sua vita, osservarlo da vicino.
Ma tra lui e il suo obiettivo si frappone Winter.
Diciotto anni, fragile e luminosa, la figlia minore di Welson vive sorvegliata da un padre amorevole e da un fratello che non le permette di respirare. L’arte è il suo unico rifugio ma anche il suo punto debole. Quando incontra Oliver, talentuoso e irraggiungibile, lui diventa il suo Picasso. Non immagina che tutto in quel ragazzo sia un inganno, che ogni parola, ogni gesto, nasconda una ferita e una bugia.
In un gioco di silenzi e verità negate, i confini si dissolvono. E l’inchiesta che doveva cambiare la vita di Oliver si trasforma in una condanna: scoprire che il sentimento più autentico è nato dalla menzogna più crudele.

Oliver aspira a diventare un nome importante nel mondo del giornalismo e sa che l’unico modo per emergere al Chicago Bulletin è scovare lo scoop del secolo. Per farlo, dovrà entrare nelle grazie di JR, figlio del magnate del mattone, Max Welson, che si mostra come irreprensibile, ma che Oliver sa benissimo non essere tale.
Per un massimo di tre mesi, Oliver dovrà diventare Ethan, studente di arte al College frequentato anche da JR. A scoprirlo, però, non sarà il ragazzo, ma sua sorella, la super ingenua Winter che, appena lo scorge e vede quanto è bravo a disegnare, lo soprannomina Picasso e decide di “adottarlo” come amico.
Da quel momento in poi l’ingenuità di Winter sarà la maggior alleata, ma anche la maggior sofferenza di Oliver. Prima volta per lui sotto copertura, si farà strada nel cuore della ragazza, non smentendo mai ciò che lei crea dal nulla.
Winter è uno dei personaggi che mi hanno dato maggiormente fastidio negli ultimi anni: ingenua a livelli paradossali, una ragazza di 18 anni che ne dimostra molti di meno per come si comporta e ragiona, figlia di un uomo importante ed economicamente benestante, crede a tutto e a tutti e si porta in casa un ragazzo che lei crede gay e perfetto per farle dormire sonni tranquilli, ma che tutto è tranne che ciò che lei ha deciso di credere.
Mi sono chiesta più volte come fosse stato possibile per il fratello e il padre, presentati come due grandi protettori della ragazza, non abbiano da subito fatto ricerche approfondite su chi Winter si era portata in casa…
Il libro è scritto molto bene, è scorrevole e non ha punti morti, ma il trope “segreti e bugie” non mi è piaciuto, e la caratterizzazione della protagonista mi ha davvero mandato al manicomio.
Interessante, invece, quella di Oliver, che vuole diventare qualcuno a causa del suo background: si è sempre percepito come secondo e mai al centro dell’attenzione che, da piccolo, bramava. Ho molto apprezzato il suo confronto con il fratello, persona matura e intelligente.
Ho immaginato che il fastidio che Oliver prova per il suo collega fosse un parallelismo con il rapporto fraterno e la sua voglia di passare sopra a William sia percepita come una volontà di rivalsa per se stesso nei confronti di una famiglia che non l’ha apprezzato come avrebbe potuto.
Oliver, in questo romanzo, cresce e matura, anche grazie al sentimento che segue un’attrazione difficile da contenere convivendo con la fonte del desiderio…
Basterà questo a convincere Oliver a non pubblicare l’articolo? O la brama di rivalsa supererà il limite?
Come reagirà Winter allo scoprire la verità? Resterà la ragazzina immatura e ingenua o capirà che, nella vita, non tutto è come nelle favole per bambini?

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