Recensione “Cassandra” di Cinzia Giorgio

 

 

 

Quando il dio Apollo invia i suoi serpenti nella cesta in cui Cassandra, ancora in fasce, dorme tranquilla, è chiaro a tutti che la bambina sia destinata a una vita eccezionale. Ma persino una principessa come lei, figlia del grande re Priamo, signore di Troia, dovrà piegarsi a un disegno più grande della sua singola esistenza. E così, fin dalla giovanissima età, Cassandra comincia, per volere del dio, ad avere visioni degli eventi futuri. Quello che tutti chiamano “il dono” sarà però la sua condanna a una solitudine senza scampo, alla quale Cassandra cercherà di sfuggire, scatenando una sequenza di avvenimenti fatali, che porteranno la sua Troia alla guerra narrata nei millenni a venire. E il suo dono non le sarà utile nemmeno a salvare chi ama. Nulla potrà fare per allontanare la morte, seppure prevista. In un mondo in cui la vita degli uomini è scandita dai capricci degli dèi e governata dall’ineluttabilità del fato, una donna cercherà di opporsi con coraggio a un destino capace di sconvolgere l’esistenza dei mortali.

È una di quelle autrici che grida al girl power donando alle lettrici pane per i propri denti.

Ogni suo libro è ricco di storia, di cultura, di studi, e questo anche di miti e leggende.

Cassandra è la protagonista di un libro spettacolare che mi ha lasciato con mille curiosità da sfamare e tante risposte a quei quesiti che avevo da tempo.

Cassandra è descritta minuziosamente, dalla sua nascita all’età adulta, una ricerca accurata dei dettagli, una descrizione scorrevole che non annoia, anzi incrementa la curiosità.

Un mito insolito su queste pagine facili da divorare, un mito visto in una veste nuova, un po’ dea, un po’ umana.

“Io sono Cassandra, principessa di Troia, fiera sacerdotessa di Apollo e segreta adepta di Afrodite.”

Le sue emozioni così umane, il suo dono irreale, una contraddizione nel corpo di una donna che ha saputo amare, che ha lottato per imporsi nella società del tempo.

Ha dato voce a un mito che da sempre ha solo avuto una parte secondaria nei racconti di Omero e altri e questa volta invece, sfoggia il suo splendore rivelandosi una dea in terra.

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