Recensione “Caso 4” di Cristian Martinelli

 

 

 

 

Kyle e Alec sono fotografi professionisti alla ricerca di scenari affascinanti. Entrano, più o meno legalmente, in complessi industriali o vecchie scuole: in qualunque edificio, purché abbandonato da tempo. Una notte, s’imbattono in uno dei luoghi più raccapriccianti di New York: il manicomio Willard. Ma, quando la Omicidi ritrova il cadavere di una giovane ragazza all’interno del manicomio, i primi sospetti ricadono su Alec. A indirizzare le indagini sono alcuni suoi strani atteggiamenti passati, dovuti all’adolescenziale interesse per il mondo dell’occulto. Kyle, da poco lasciato dalla amatissima Amber, si ritrova confuso e anche indagato per concorso in omicidio. Verrà catapultato in un mondo a lui sconosciuto e dovrà lottare con tenacia per salvare il suo amico e collega da un’ingiustizia. Allo stesso tempo, dovrà difendersi dalle accuse che l’agente Titus Bowman muove contro di lui. Per sua fortuna, non sarà solo.

Wow… da rimanere senza parole, macini pagine e pagine del libro per ritrovarti alla fine con la bocca spalancata tra orrore, sorpresa e shock.

Un libro che è un’esplosione di emozioni, suspense, intrighi, bugie, omicidi; un serial killer psicopatico e due amici che si sostengono innocenti.

Sentimenti contrastanti vincolano il libro: se da un lato abbiamo Kyle e il suo amore tormentato per la sua ex moglie, dall’altro la tristezza e l’orrore dell’arresto del suo migliore amico.

Fotografi per professione, loro che del buio e dell’orrore ne fanno foto e mostre, ecco che la realtà cattura quello scatto e ci porta dentro ad una serie di omicidi, con un solo capo d’accusa: Alec.

Kyle troverà risposte e conforto nella sorella di lui, ma le sorprese, seppur crudeli, arriveranno lentamente e in maniera inaspettata.

Ammetto che non prediligo molto il genere, anzi di solito lo evito, la troppa suspense mi fa mancare il respiro, ma questo libro lo consiglio per la buona elaborazione della trama, i personaggi ben caratterizzati, ed un finale che vi lascerà di stucco.

La nostra votazione

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