Recensione “Carne innocente – le indagini dello Speziale e lo Sbirro, vol. 4” di Giovanna Barbieri

 

Goffredo Fortespada è in trepida attesa del secondo figlio che l’amata Fiamma sta aspettando, quando è chiamato a indagare su una serie di agghiaccianti delitti. Stavolta le vittime sono bambini. Minori rapiti, strangolati, disossati e infine abbandonati sui luoghi di culto del centro storico.
Siamo a Siena nel 1487 d C. e, mentre il signore della città Petrucci lotta contro i Riformatori, Goffredo lo sbirro chiama con sé Edmundo de la Turre, il fedele amico speziale, per aiutarlo a trovare l’assassino che squarta i bambini.
Con chi avranno a che fare stavolta lo speziale e lo sbirro? Dovranno vedersela con un omicida assetato di sangue innocente, oppure dovranno stanare una setta demoniaca?

Un giallo storico italiano che trascina pagina dopo pagina.

 

Avevo bisogno di una guida d’eccezione per tornare nelle ambientazioni cupe e spietate del Medioevo. Giovanna non ha deluso le mie aspettative ed è tornata a tessere le trame di un thriller storico capace di inquietare il sonno.

Le cateratte del cielo si sono aperte su Siena quando viene rinvenuto il cadavere, mutilato in modo terribile, di un bambino. Goffredo Fortespada ha per le mani la prima vittima di un serial killer efferato: una corsa contro il tempo per catturare chi sta stroncando vite innocenti, affiancato dal sempre fedele Edmundo, mentre Fiamma sta per dare alla luce il loro secondo figlio.

Mi erano mancati i thriller storici di Giovanna. Ho sempre ammirato la sua accurata ricerca e la capacità di narrare gli eventi in un contesto ricco di dettagli, dove le parole acquisiscono tridimensionalità e il lettore si ritrova catapultato, come in una realtà virtuale, nel Basso Medioevo.

La prosa chirurgica dell’autrice ci trasporta in un romanzo dove non c’è spazio per il romanticismo; le ambientazioni sono così vivide che ho potuto percepire lo scroscio della pioggia sulla pelle, il freddo nelle ossa, il lezzo delle strade.

Nonostante mi sia allontanata dal genere (con l’età mi impressiono più facilmente), non ho potuto resistere a questa nuova sfida del nostro duo investigativo. Siamo ormai abituati a metodi d’indagine moderni e tecnologici; vedere l’intuito e l’esperienza dei due protagonisti nel mettere insieme i pezzi, con gli scarni elementi a loro disposizione, è sempre affascinante.

Un romanzo che chiude un caso, ma non la serie. Le ultime pagine aprono nuovi scenari, soprattutto dal punto di vista personale dei protagonisti, segnando un punto di non ritorno che devia il corso della storia verso strade del tutto inaspettate. Giovanna, io come sempre ti aspetto…

 

Anna

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