Recensione “Caccia a Pablo Escobar” di Steve Murphy e Javier F. Peña

 

Nel corso della loro vita gli agenti speciali Javier Peña e Steve Murphy hanno più volte rischiato la vita al servizio della DEA (l’Agenzia Federale Antidroga statunitense). Ma la missione più pericolosa che si siano mai trovati ad affrontare è stata quella mirata a catturare Pablo Escobar, in Colombia. La loro storia è diventata una fiction prodotta da Netflix, Narcos. Oggi, per la prima volta, i protagonisti di una delle più grandi operazioni mai realizzate nella lotta al crimine organizzato raccontano la loro versione della storia in un libro sconvolgente che fornisce una prospettiva inedita sul regno del terrore del cartello di Medellín. I lettori affiancheranno Peña e Murphy nei diciotto mesi che precedono l’uccisione dell’uomo più pericoloso al mondo. Una caccia all’uomo in cui la realtà è di gran lunga più appassionante della fantasia.

 

E se scoprissimo il dietro le quinte della più famosa operazione mai realizzata nella lotta al crimine organizzato?

Cosa si nasconde dietro la cattura di Pablo Escobar?

Le notti insonni, le postazioni, le tracce degli spostamenti, allenamenti su allenamenti, una caccia all’uomo che supera ogni nostra fantasia.

Javier e Steve, due dei volti più importanti in questa caccia all’uomo, che hanno rischiato la vita più volte per una missione altamente pericolosa.

Una storia, una fiction, anni dietro a un uomo, nessuna famiglia, soli contro tutto, contro istituzioni, contro il destino, vita e morte che si rischiavano ogni dannato giorno.

Il capo del cartello di Medellín contro due agenti speciali.

Una corsa contro il tempo, una realtà che supera ogni fantasia. Un libro da leggere che sconvolge ogni nostra supposizione.

 

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