Recensione “Boy Banned” di R.J. Scott

 

 

 

 

 

Quando l’unico modo che hai per vincere è nascondere chi sei, quanto in là sei disposto a spingerti?

Reuben ‘Angel’ Jacobs è a un passo dal mollare. Perdere nelle finali dal vivo di Sing UK è devastante. Non ha altra scelta che tornare a casa e lavorare nell’impresa di famiglia, anche se ciò significa rinunciare ai suoi sogni e dare ragione ai suoi vecchi bulli.

Corey Dixon è un rocchettaro nel cuore. Essere nello spettro autistico significa che dare un senso a ciò che la gente considera ‘normale’ per lui è già difficile così, figurarsi se si aggiunge il caos di una competizione importante. Cantare è il suo spazio sicuro, l’unico modo che ha per pensare, superando il frastuono nella sua testa. Dopo aver fallito l’audizione per l’esibizione dal vivo, il suo viaggio sembra finito, ed è il giorno peggiore della sua vita.

I giudici lanciano a entrambi un salvagente, creando una boy band composta da tutte le belle speranze che sono arrivate a tanto così dal farcela. Mettono Angel, Corey e altri tre in una stanza e offrono loro l’opportunità di cantare come gruppo. Accettare di far parte della band significa che Corey è costretto a nascondere una parte di sé, oltre a ciò che Angel significa per lui.

Vincere vale davvero il sacrificio di Corey e Angel?

Boy banned è un romanzo ben scritto, con un’ ottima descrizione dei personaggi ed una bellissima storia d’amore tra persone che si comprendono, pur essendo completamente diverse.

Ho apprezzato la naturalezza con cui ognuno dei concorrenti della gara canora accetti l’amore dei due protagonisti senza problemi, senza vedere niente di anormale.

È sempre bello vedere che quando si parla di coppie gay, ci sia il rispetto e la capacità mentale di capire che si rientra nel range della normalità.

Qui quello che stona è il fatto che la produzione, dietro alla creazione forzata del gruppo, voglia nascondere la verità e cioè l’amore tra due ragazzi che, essendo dello stesso sesso, vanno a collidere con un malsano possibile pensiero della gente: non devono esserci due omosessuali in una band.

Ma che senso ha? Ed è proprio questa “mancanza di senso” che viene approfondita da tutti i personaggi, ognuno dei quali fa capire che l’ignoranza si deve combattere rimanendo uniti.

La forza di questi ragazzi sta nella loro capacità di affrontare le proprie debolezze, insieme; cinque ragazzi uno più immaturo dell’altro e all’inizio della loro avventura, diventeranno uomini capaci di affrontare un uragano di pressioni.

Ho adorato questa storia e la bravura della scrittrice di affrontare con nonchalance il problema dell’autismo, è riuscita a donare quella leggerezza ad un peso importante nella vita di un giovane ragazzo, non creando barriere, ma buttando giù muri di cemento.

Bravissima l’autrice a farci entrare in un mondo che crediamo tutti di conoscere e a farci sprofondare tra le coperte di una storia d’amore che ci da forza e sicurezza.

Mi è dispiaciuto non vedere approfondite anche le vite e le sensazioni degli altri tre membri del gruppo. Capisco che Corey ed Angel sono i protagonisti, gli unici due che parlano in prima persona, ma sarebbe stato bello entrare nella mente degli altri personaggi, forzati ad essere secondari, per capire chi sono non tramite riferimenti ma attraverso le loro stesse sensazioni.

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